Anagni – Né Pat né Ppi: occorre un ospedale! Cresce la protesta

Alessandro Andrelli
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Continua, presso l’ingresso dell’ex ospedale, il presidio spontaneo, nato per sensibilizzare i cittadini ad una partecipazione attiva nella vicenda che vede il territorio ergersi contro la Regione matrigna. Verso le 10 di questa mattina Mauro, uno dei due figli di Anna Maria, è venuto al presidio a salutare i presenti; testimoniando l’apprezzamento della famiglia Di Giulio i cui componenti, dichiaratamente di sinistra, sono grati per le molteplici manifestazioni di stima ed affetto da parte di tutti, indistintamente.

  Anna Maria è rimasta vittima della puntura di un calabrone, e della impossibilità di ottenere immediata ed adeguata assistenza medica. L’affetto e la stima per Anna Maria, non sono un modo di dire solitamente riservato a chiunque defunga; Anna Maria rappresentava, anzi rappresenta una serie di valori di elevatissimo spessore. Valori morali, civici, sociali e familiari. Compagna fedele di Mario, non oscurava il marito, presente ed attivo nella sua militanza; lo sosteneva, lo incoraggiava, e ne aumentava a dismisura i già apprezzabili pregi. Chi non la ricorda alle manifestazioni di partito, instancabile organizzatrice e collaboratrice; onnipresente tra gli umili, tra i più deboli. Una mamma esemplare, è il caso di dirlo. Una nonna la cui assenza non potrà essere compensata, mai. In molti, al suo funerale, non riuscendo a trattenere le lacrime, ricordavano episodi ed aneddoti. Anche tra i politici avversari del marito, non uno che non la ricordasse con smisurato affetto e stima incondizionata. Dietro il carro funebre, tra le centinaia di amici, c’erano sindaco e vice sindaco di Anagni, assessori e consiglieri comunali, politici della provincia e della Capitale, onorevoli di estrazione bypartisan. Soprattutto, però: la gente. Il Popolo, come avrebbe detto Anna Maria riferendosi a chi non ha mai smesso di rispettare, ed onorare. Una grave perdita per la famiglia, la città, la Società. Una perdita che possa essere sprono a chi, la gente ma soprattutto i politici, debbono lavorare per restituire ad Anagni una struttura sanitaria efficiente. Né Pat né Ppi: al di là delle sigle, una sorta di infermeria. Occorre un Pronto Soccorso con reparti accessori. La politica ha tolto l’ospedale? La politica lo restituisca! Jackal
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