Cassino – Prima gli vende una birra senza scontrino poi lo chiama ‘negro di m…’

Angela Nicoletti
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E’ entrato in un locale di Cassino ed ha chiesto un bicchiere di birra fresco. Ha pagato senza che la titolare battesse lo scontrino e poi, mentre era seduto sorseggiando la bibita fresca, si è sentito apostrofare come ‘negro di m…’. E’ accaduto questa mattina in un locale situato a due passi dal centro e vittima del grave episodio di razzismo è stato un giovane africano, regolarmente residente in Italia e sposato con una ragazza di Cassino.

Una coppia stimata e ben voluta da tutti in città. Entrambi assistenti sociali sono genitori di una bimba di pochi anni. A denunciare il tutto, con un post disperato e pieno di rabbia, pubblicato su Facebook è stata proprio Mary Tomasso, compagna del giovane discriminato. <<Cassino, ore 13:00. Mio marito stacca dal lavoro. Fa caldo, si ferma in un “bar” a prendere una bibita fresca. La “gentile” proprietaria incassa quanto “dovuto” senza emettere scontrino. Mio marito si siede a consumare la meritata bibita fresca ignaro di essersi ritrovato nel covo di ‘madre ignoranza’. Nel frattempo ‘l’educata’ proprietaria intrattiene gli altri “molto più degni” clienti con uno sproloquio dai toni questi negri di m…” “questi negri di m…”. Mio marito mi telefona e sento le rime gentili di sottofondo. Arrivo nel giro di due minuti nel locale e mi rivolgo alla proprietaria cercando, educatamente, di farle capire quanta vergogna e disumanità si respirasse in quelle quattro mura. La guerriera, sulla difensiva, mi caccia dal locale come a rivolgersi ad una criminale. Mi dice “questa è proprietà privata! È un circolo privato!!!! Devi andare fuori!!!!”. Cavolo, la birra a mio marito l’hai venduta, non gli hai detto che non essendo tesserato non poteva acquistare nulla!. L’euro e venti nel negro di m… lo hai preso! Non ti faceva schifo quanto le mani di chi te li ha dati!  Gentile donna ti ringrazio per quanto mostrato. Biko, amore mio continuiamo a rimanere umani>>.  Un post che in brevissimo tempo è divenuto virale e che ha incassato centinaia di commenti. Cassino, storicamente città della pace e dell’accoglienza (è gemellata con decine di comunità di ogni etnia sparse per il mondo) ha reagito in maniera vigorosa, ha fatto squadra attorno ai due ragazzi. Perché Cassino non è questo. Cassino è la città che ha visto nascere Angelo Ogbonna, giocatore di colore di grande talento che ha militato oltre che nella nazionale italiana anche nelle fila del Torino e della Juventus, oggi nelle fila di una delle più prestigiose squadre inglesi, la West Ham United. Angelo ha mosso i primi passi nella rosa del Cassino, ha giocato indossando la maglia del Cassino. Nessuno e dico mai nessuno ha pensato di apostrofarlo come ‘negro di m…’ Per tutti è sempre stato e sempre sarà Angelo. Nessuna differenza quindi tra lui e Biko, assistente sociale dello Zambia che aiuta chi, a differenza di lui, nel continente nero ha conosciuto dolore e morte. Biko lavora in una cooperativa di accoglienza e cerca di mettere a disposizione di tutti gli stranieri la sua storia e la sua preparazione. Mary è un’eccellenza cassinate: parla diverse lingue e con il suo bagaglio di esperienza tutela ogni giorno bambini maltrattati. Perché Mary e Biko capiscono il dolore e capiscono anche quanto può essere disumano e spietato un ignorante. Biko in quel bar di Cassino non ha incontrato la città che ama Ogbonna, Biko ha incontrato una delle poche persone che vivono in simbiosi con l’ignoranza. Angela Nicoletti
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