Si è svolta ieri alla Pisana, un’audizione straordinaria della Commissione Sanità della Regione, nella quale è stata sospesa la chiusura del Punto di Primo Intervento del presidio sanitario di Anagni.
Il sindaco Daniele Natalia, nel corso dell’audizione, ha ribadito che i cittadini del comprensorio non possono essere privati del diritto alla salute, ma anche che l’ospedale di Anagni è una struttura da tenere in considerazione per progetti futuri di ristrutturazione del sistema della sanità locale. La Regione Lazio tramite la Asl di Frosinone aveva previsto, il prossimo 15 luglio la chiusura del PPI, a favore del PAT, un ambulatorio gestito dai medici di famiglia. Il primo cittadino di Anagni ha spiegato che il PAT non serve assolutamente a nulla in un comprensorio con 80 mila utenze, anche il PPI non è sufficiente per affrontare le emergenze di un territorio così vasto, Natalia ha confermato che l’obiettivo principale della città di Anagni, come quello di tutti i paesi limitrofi, è ottenere la riapertura del Pronto Soccorso. Il sindaco Daniele Natalia ha dichiarato: “Il territorio ha vinto la prima battaglia. Insieme ai sindaci Corsi, Alfieri, Felli e Agostini, anche per conto degli altri sindaci del territorio, unitamente all’On. Loreto Marcelli, abbiamo chiesto, discusso e ottenuto dalla VII Commissione Sanità della Regione Lazio, la sospensione del provvedimento con il quale la Asl di Frosinone aveva intenzione di chiudere il PPI a partire dal 15 luglio prossimo”. Dalla Regione Lazio è stato detto che il presidente della Commissione, On. Simeone, aggiornerà presto il tavolo di discussione alla Pisana per discutere del problema dell’ospedale di Anagni. Prosegue poi Natalia: “Un dato politico sulla questione: dopo anni di patti non rispettati e promesse non mantenute finalmente le Istituzioni hanno scelto di muoversi accanto a cittadini ed associazioni. Avevamo garantito agli anagnini che avremmo portato le loro richieste sulla sanità in Regione e lo abbiamo fatto. Questo è un nuovo modo di fare politica, l’unico che i cittadini riconoscano come tale”. Dopo anni di immobilismo, dovuto anche ad un sistema di potere macchinoso e clientelare, il Comune di Anagni è riuscito a far valere i propri interessi e quelli del territorio al tavolo regionale. La collaborazione fruttuosa tra i sindaci dei comuni che usufruiscono dei servizi del nostro ospedale è uno strumento importante per il raggiungimento degli obiettivi che il territorio si è posto. Proseguiremo in futuro la nostra battaglia in difesa dell’ospedale di Anagni seguendo la strada tracciata sul modello “unione dei sindaci” che è l’unica percorribile per raggiungere scopi d’interesse generale come il potenziamento della sanità locale”. Anna Ammanniti
