Il consigliere Comune Gianluca Quadrini: Presenterò denuncia alla procura della Repubblica. Il sindaco intanto…
<<Una scala in calcestruzzo, ben sette scalini in tutto “arredati” da una ringhiera in ferro e legna è comparsa in questi giorni, ed oggi scomparsa, a prosecuzione della scala naturale esistente ed in pietra risalente ai secoli scorsi tramite la quale si raggiunge la Torre impropriamente detta di Cicerone, a poche decine di metri dall’Arco a Sesto Acuto, nel pieno del sito archeologico del borgo di Civitavecchia ad Arpino – si legge in una nota – Sulla questione che ha provocato indignazione tra la maggior parte della popolazione interviene anche il consigliere di opposizione Gianluca Quadrini che si dice pronto a presentare denuncia e che afferma: ancora uno scempio questa volta fuori da ogni logica amministrativa, ma soprattutto un’offesa ancora una volta fatta alla storia della città di Arpino alla sua Acropoli famosa e ovviamente ai cittadini stessi dall’amministrazione e dal sindaco Rea che continuano a dimostrarsi indifferenti al bene del paese. Per questo presenterò domani esposto al Comando dei Carabinieri e alla Sovrintendenza dei Beni culturali, nonché denuncia alla Procura della Repubblica, affinché sia fatta quanto prima chiarezza sulla vicenda e sull’esistenza di autorizzazioni, compatibili con il sito>>. Ieri attraverso un post sul suo profilo social, il sindaco Renato Rea ha detto: <A seguito delle polemiche scatenate sui social circa la scala realizzata ai piedi della torre di Cicerone si rende opportuno precisare che il Comune di Arpino, sentito il Direttore della torre, ha ritenuto di autorizzare la realizzazione di una struttura provvisoria e rimovibile per consentire un più comodo accesso agli invitati ad un matrimonio che si è celebrato nel sito nella giornata di sabato. Detta struttura, non ancorata al terreno ma poggiata su speciali teli, è già stabilito che verrà rimossa nella giornata di lunedì. Spero di aver tranquillizzato la cittadinanza e messo a tacere quanti si sono lasciati andare a commenti fuori luogo senza essere a conoscenza dello stato delle cose>.
