Nunzia Pressamariti è la titolare di una libreria, sita nel centro della città, nel pomeriggio di oggi, verso le 18 ha scritto un post su un noto social network, facendo perdere poi le sue tracce, lasciando basita l’intera comunità.
Dopo la morte del marito, la signora Nunzia non si è più ripresa, è sprofondata in un periodo nero a cui si sono aggiunti problemi finanziari. Nel post ha raccontato nei dettagli la sua disperazione e la sua solitudine, dichiarando che avrebbe cercato la pace nella morte. Da questo pomeriggio che le forze dell’ordine stanno cercando la signora, che sembra aver fatto perdere tracce di sè. Al momento non si hanno ancora notizie di Nunzia. Di seguito il post di Nunzia: “Andare via, ho pensato a questa eventualità da tempo. Andare via per me significa -non esserci più- non essere più nella vita, questa vita. Non riesco a scorgere qualcosa per cui valga la pena rimanere. Sono molto stanca, da quando mio marito si è ammalato(2015) e dopo 8 mesi di: operazione, cure, speranze, paure, dolore, avvilimento è morto; non mi sono mai piu’ riposata e non mi più successo qualcosa di bello che mi facesse riamare la vita. Anzi dopo sette mesi è morta mia sorella più piccola. Da quel momento una presenza oscura si è impadronita del mio essere e non mi ha più abbandonata , si è accomodata sempre più in profondità, aggrappandosi maligna, con i suoi artigli, alla mia anima già ferita. Lavoro 10 ore al giorno e riesco a stento a mettere insieme i soldi per pagare, prima di tutto i Libri, non potrei lavorare senza merce; poi gli affitti-casa e libreria- equitalia- bollette (sempre più esose) riesco a comprare qualcosa per mangiare e basta. Lavoro e pago il necessario. Sono depressa, mi sento sola, stanca e infelice. Non posso riposarmi e non mi posso curare, non ho soldi per questo. Sono disperata, ma non ho nessuno a cui posso chiedere aiuto. Mi si può biasimare se ho deciso di farla finita? Grazie (ironico) a tutti coloro che ho accolto nella mia libreria, ogni volta che mi hanno chiesto ospitalità e che, in questo momento difficile della mia esistenza , non mi hanno più frequentato; grazie (ancora più ironico) all’Amministrazione Comunale che mi ha osteggiata e ignorata, da un punto di vista lavorativo. Invece un abbraccio riconoscente, questo sì, con grande amore, ai pochi che sono rimasti, ma erano troppo pochi e io troppo abbattuta e stanca per poter resistere. Spero che non esista nulla -di là – spero nell’oblio per l’eternità. Ho cercato di resistere perché, prima di andarmene, volevo estinguere il fido (20.000,00 €) con la banca Bcc Roma agenzia Colleferro, ma non ci riesco perché c”è sempre qualcosa da pagare. Non si finisce mai e si incassa sempre di meno. Ho una sorella che vive con me e percepisce meno di 500 euro al mese, cercavo di resistere anche per lei, ma proprio non ci riesco. Lei vorrebbe lavorare, è una bravissima sarta, ha cercato di proporsi, ma noi non siamo di qui e preferiscono altri. Chiedo allo Stato Italiano se vuole estinguere il mio debito con la Banca e se può aumentare la pensione a mia sorella per permettergli di vivere dignitosamente. Lei vuole vivere, io no. Ho lasciato una lettera, all’avvocato Paradiso Gianfranco di Colleferro, dove ho scritto le mie volontà. Ho già la tomba, che sta a Cineto Romano, anche se preferirei essere cremata. Non c’è altro. Spero davvero che non ci sia niente nella dimensione morte e di potermi riposare. Ho scritto tutto questo nella disperazione, ma nel pieno delle mie facoltà mentali Nunzia Pressamariti Latini. P.S. Avevo cercato di farmi aiutare dalla banca con cui lavoro, ma non ci sono riuscita. Chi lavora in proprio se non ha soldi di suo viene lasciato al suo destino.” Anna Ammanniti
