Cassino – Votato il dissesto, ora inizia il vero disastro

Angela Nicoletti
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Un dissesto che peserà come un macigno. Sulla testa di chi l’ha votato e sulle tasche dei cittadini.

Il Comune di Cassino dalla mezzanotte del 26 giugno è ufficialmente in default. Con 14 voti a favore, 10 contrari ed un consigliere assente giustificato, è stata scritta la pagina più nera che la città ricordi dal dopoguerra. I sacrifici dei nostri avi, lo spirito di fratellanza e solidarietà che hanno improntato il percorso politico di ‘colonne portanti‘ della ricostruzione come Piercarlo Restagno, Vincenzo Petrarcone, Renato Casale e Franco Assante, sono stati cancellati con un colpo di spugna. Tra messinscene patetiche, boccoli al vento e sfilate da miss Italia. Mentre il futuro della ‘Medaglia d’oro al valor militare’ come qualche ‘dotto‘ consigliere ha sciorinato nel corso della sua ‘arringa‘ – veniva deciso a tavolino, l’assise civica sembrava una indisciplinata classe di scuola elementare. Bisbigliare di fondi, frasi da stadio nei confronti di chi cercava di spiegare il suo punto di vista, è un infelice ‘ciadda stà’ da parte del consigliere Panaccione che dall’alto della sua saccenza ha creduto di essere detentore di tutte le verità. Opposizione tardivamente compatta e, sortita da svampita della consigliera Sara Grieco che, durante la fase di voto, ha chiesto di poter prendere la parola. La sua dichiarazione di voto ha avuto il sapore di un’ennesima presa per i fondelli: “Voto no ma il dissesto andava fatto”. Misteri della fede. E con questo colpo di scena finale si è proceduto alla votazione. Alle 00.16 il presidente del Consiglio comunale, Dino Secondino, ha ufficialmente chiuso la seduta. E dissesto fu. Ma come cantava Luciano Ligabue: il meglio deve ancora venire. Angela Nicoletti
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