Ceprano, venerdì prossimo, ospiterà un incontro durante il quale si insedierà la segreteria tecnico organizzativa del Contratto del Fiume Sacco. In pratica sono state convocate le realtà territoriali, pubbliche e private, oltre alle Amministrazioni comunali della provincia di Roma e Frosinone(Anagni, Arce, Artena, Castro dei Volsci, Ceccano, Ceprano, Colleferro, Falvaterra, Ferentino, Frosinone, Gavignano, Morolo, Paliano, Pastena, Patrica, Pofi, Segni, Sgurgola, Supino, Valmontone, Acuto, Carpineto Romano, Fumone, Piglio Serrone). Un incontro nel quale ci sarà un confronto tra esperti per studiare come portare avanti il processo partecipativo per il recupero del bacino idrografico del fiume Sacco e dei territori della valle.
Ricordiamo che il contratto di fiume è frutto di un lungo iter che porterà a pianificare gli interventi e poi ad attuare il concreto risanamento dello stato di qualità delle acque del fiume Sacco. Esso può divenire un’iniziativa strategica fondamentale, trasformando il Sacco da veicolo di inquinanti delle matrici ambientali – così ridotto dall’incuria e da sciagurate politiche di sfruttamento industriale del territorio – a cuore pulsante del nostro patrimonio naturale. Perché con questo strumento volontario e facoltativo, che hanno scelto di darsi i soggetti istituzionali e sociali del territorio, si sta progettando il recupero di un capitale naturale inestimabile, in grado di trasformare positivamente la pessima condizione ambientale e sanitaria del territorio, anche e soprattutto in termini di salute pubblica, come già avvenuto in altre regioni o comprensori. Con il contratto di fiume non si ci limita alle bonifiche ed al risanamento idrogeologico – indispensabili e urgenti per lo stato del bacino del Sacco perimetrato dal 2005 come SIN (Sito di Interesse Nazionale) – ma si declina un modello di gestione del capitale naturale che recupera funzioni, attività, potenzialità del territorio, ricchezze locali. L’altra innovazione è costituita dal fatto che al contratto di fiume lavoreranno e hanno un ruolo attivo non solo gli enti pubblici competenti ma anche comitati e associazioni e quindi direttamente i cittadini. Le scelte, i contenuti e gli interventi saranno il frutto di un percorso partecipativo strutturato e costante, di una condivisione che è parte integrante di tutto l’iter. CAP
