Dopo essere stata considerata più volte “laboratorio politico”, la città dei papi si avvia a conquistare il titolo di Galapagos della politica.
Non tanto, o non solo, per il successo riportato dalla Tartaruga, simbolo di Casapound che, soprattutto nella città dei papi, ha dimostrato affidabilità e vicinanza ai temi sociali ed ambientali. Il processo darwiniano si è palesato attraverso la lettura dei numeri, delle preferenze riportate da candidati che, al di là dell’appartenenza (origine) politica piuttosto uniforme, dimostra la disarmante assenza di ideologia. Il ballottaggio di domenica 24 giugno potrà consacrare l’evoluzione della specie ribaltando i risultati del primo turno, addirittura senza scossoni. Daniele Natalia ha voluto il “contro tutti”, certo della vittoria della Invincibile Armata che, giova dirlo, ha dimostrato la inossidabilità di elementi dal profilo incerto. Il primo degli eletti, il leghista Vittorio d’Ercole, con le sue 459 preferenze (e molte schede annullate) ha rappresentato il trionfo della Lega ufficiale, il partito che in prima battuta aveva creduto poco in quello che sarebbe dovuto essere il suo candidato sindaco. Senza d’Ercole, la Lega col simbolo non avrebbe superato quella in salsa casereccia dei salviniani storici. Numeri importanti, poi, per Fratelli d’Italia che con Cardinali, Chiarelli e Ambrosetti ha fatto l’en plein. Jessica Chiarelli, prima donna che ha riscattato lo scarso successo delle restanti quote rosa. La differenza tra Natalia e Tasca, i due Daniele, sta soprattutto nel fatto che il primo ha già governato, il secondo va messo alla prova. Chi vincerà il ballottaggio? Probabilmente, chi sarà ritenuto dalla maggioranza degli elettori, disponibile a trattare ed affrontare i troppi temi irrisolti della decadente Regina degli Ernici. Jackal
