(di Ester Evangelisti) Giovedì pomeriggio, Fiore Manni ha presentato il suo romanzo “Jack Bennet e la chiave di tutte le cose” edito da Rizzoli, presso la Libreria Ubik di Frosinone.

“Un bel libro, è un libro che dispiace aver finito”, ho letto un giorno. Ecco, questo è successo a me con il libro di Fiore Manni. Una volta sfiorata l’ultima pagina profumata di storia, ho fatto davvero fatica a salutare Jack, la sua timida insicurezza e la sua “lunghissima sciarpa a righe azzurre”; ho fatto fatica a salutare la sua amica Kiki e i suoi occhi azzurri forti come lei, tutti i mondi e tutti i personaggi che Fiore Manni ha dipinto sulle pagine con tanta bravura.
“Jack Bennet e la chiave di tutte le cose” è un libro che dispiace aver finito perché ha dentro molto, forse tutto.
È un libro pieno di tutti quei bei sentimenti che, oggi, si perdono un po’: la
compassione bella e pura, quella che illumina gli occhi dei bambini nei confronti di chi ha bisogno, quella che scalda il cuore e fa credere che esista davvero la bontà, che insegna la preziosa arte del
condividere.
È un libro che lascia tra le mani un
messaggio prezioso: quello di lottare sempre e non arrendersi mai per realizzare i propri sogni; ed infine lascia annidare nel cuore la certezza che
aiutare il prossimo, gli amici, sia l’atto d’amore più profondo e più bello che si possa compiere.
Proprio come scrive nel finale Fiore Manni:
“Bisogna avere cura di tutto e provare amore per tutti”, perché alla fine di ogni viaggio, l’amore e la gentilezza sono la vera “chiave di tutte le cose”.
“La cosa che più mi spaventa in questi giorni è l’ignoranza, e io penso che i libri e la lettura siano il nostro unico antidoto a questo. Spero davvero di poter far avvicinare di nuovo i ragazzi, con Jack, con questo mio piccolo contributo, alla lettura.”
Ester Evangelisti