(di Anna Ammanniti) Mancano due giorni all’ Election Day, il 10 giugno gli anagnini si recheranno alle urne per eleggere il nuovo sindaco e il consiglio comunale.
Ci riprovano i cittadini, dopo che l’Europa ha accusato gli italiani di non essere capaci a votare, gli anagnini entreranno nelle urne cercando di fare la scelta giusta. Certo, non è facile, dopo tre consiliature che non giungono a termine. Tre amministrazioni consecutive fatte morire prima della scadenza naturale, si respira aria inconsueta tra la gente, scoraggiamento e sfiducia. La campagna elettorale che si concluderà oggi, è stata dal sapore agrodolce, apatica, moscia e in alcune situazioni subdola, sfiorando la cattiveria. Poco tempo a disposizione per organizzarsi nei migliori dei modi, programmi elettorali simili, poco tempo per costruire patti ed alleanze, ma d’altra parte era da mettere in conto, quando quel mercoledì di febbraio, una decina di consiglieri comunali si sono presentati dal notaio per decretare la fine dell’amministrazione Bassetta. Solo quattro mesi a disposizione per concorrere nuovamente. Tanti politici dell’amministrazione uscente hanno preferito saltare il turno, forse la scelta migliore, con il senno del poi. Lo stesso sindaco uscente, Fausto Bassetta, anziché buttarsi nel caos ha preferito passare la mano. Con lui Giuseppe Felli, Alessandra Cecilia, Simona Pampanelli, Egidio Proietti, Paolo Lanzi, Roberto Cicconi, Simone Ambrosetti e tanti altri ancora. Politici che comunque sia, nella passata amministrazione avevano messo in campo competenza e buona volontà. Domenica si voterà e bisognerà scegliere tra sette candidati sindaco e 350 candidati consigliere comunale. Una grande competizione, nella speranza che passato questo periodo, vengano dimenticati gli episodi che hanno accompagnato questa tornata elettorale. Senza entrare nel merito dei fatti ed esprimere giudizi (lavoro che lasciamo alla magistratura) è venuto fuori che la cittadinanza è stanca del “sistema”. Il voto di scambio è stato condannato, in momento delicato in cui il lavoro precario, contratti a scadenza non assicurano più un futuro ai giovani, la gente ha deciso di dire basta. E chissà se questa volontà verrà espressa effettivamente? Lunedì prossimo avremo il nuovo governo, in caso di ballottaggio dovremo aspettare il 24 giugno, comunque sia il dado è tratto! Anna Ammanniti
