“I cittadini di Vicalvi cercano ancora trasparenza e chiarimenti sulla realizzazione di una gestione comunale, lasciando l’attuale gestore Acea Ato 5”. A sottolinearlo è il Comitato acqua pubblica presieduto da Pio Conflitti che domani, martedì 5 giugno alle 16, presenterà alla segretaria comunale le firme raccolte in questi mesi per la petizione pubblica che ha coinvolto centinaia di utenti del posto. All’atteso incontro ci sarà anche il sindaco Gabriele Ricciardi.
I punti cardine della giornata saranno: la consegna delle firme dei cittadini per la “petizione popolare “, le problematiche relative al libero svolgimento delle attività del Comitato e la trasparenza degli atti amministrativi. “Con calma e con tenacia riusciremo a rompere il muro di gomma che circonda l’Amministrazione comunale di Vicalvi – afferma Pio Conflitti – nonostante le mancate risposte del sindaco. Sì, perché già dal mese di ottobre, più volte il Comitato acqua pubblica ha chiesto un incontro con il primo cittadino. Lo scopo ben preciso era quello di conoscere la realtà dei fatti, ovvero sapere il motivo per cui i cittadini di Vicalvi continuano a pagare le esose tariffe del Gestore Acea, nonostante dal 2009 l’Assemblea dei sindaci dell’Ato 5, all’unanimità, decise che Vicalvi poteva realizzare una gestione comunale, lasciando il gestore Acea Ato 5. Ad oggi non abbiamo ancora avuto risposta alle nostre istanze, neppure in seguito alla conferenza dello scorso 21 aprile. Ci troviamo nel buio completo! In tal senso chiediamo una risposta ai consiglieri comunali ad una domanda ben precisa: quali sono le motivazioni del mancato passaggio alla gestione pubblica del servizio idrico? In sostanza – conclude Pio Conflitti – vogliamo sapere cosa hanno prodotto dal Comune in termini di attività e di lavoro, a favore della comunità, per passare al servizio comunale dell’acqua pubblica. L’articolo 32 comma 4 dello statuto comunale prevede che entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza, l’Organo interpellato dai cittadini di Vicalvi si pronunci nel merito della richiesta. Aspettiamo le risposte”. Caterina Paglia
