La situazione della ex discarica di Radicina, in barba agli interventi di Carabinieri e Forestale a seguito dei quali la Procura individuò precise responsabilità, continua a far paura.
Per raggiungere il sito occorre superare un percorso di guerra; 500 metri di sterrato pieno di voragini, segno evidente dell’incuria da parte del Comune. Lungo il perimetro della ex discarica, un torrente di percolato che poi finisce sui campi sottostanti, oltre che direttamente nelle falde acquifere. Il Tribunale di Frosinone, confermando i sequestri effettuati dai Carabinieri e dalla Forestale di Anagni, oltre a denunciare un tecnico comunale prescrisse all’Ente (o a chi per esso) il prelevo periodico del percolato da trasportare ad impianto di smaltimento. A giudicare dalle condizioni attuali, sono mesi che tale operazione non viene effettuata, a danno delle falde acquifere e della zona circostante. Il Comune di Anagni, beffato (consapevolmente) dalla Regione a guida Badaloni e dalla Provincia, ebbe in regalo migliaia di tonnellate di rifiuti, il cui percolato da circa 20 anni avvelena i terreni ed inquina le falde. Jackal
