(di Anna Ammanniti) Sette candidati sindaco, sette programmi completamente uguali tra di loro. Si certo il cavallo di battaglia di qualsiasi campagna elettorale è il triplete Ambiente – Lavoro – Sanità, ma a questo punto l’elettore in base a cosa dovrebbe scegliere chi votare? Diventa quindi una questione di simpatia, il candidato più simpatico, quello più disinvolto, che meglio sa esprimersi e tenere un dibattito, vincerà il 10 giugno. Timidi per voi non ci sarà spazio!
In realtà sono decenni che nessun programma elettorale è stato messo in campo e tantomeno messo in rete, e passatemi il termine calcistico, la tripletta ancora non è stata mai segnata e i cittadini aspettano pazienti. Nel tempo si sono succeduti a Palazzo d’Iseo centro destra e centro sinistra, ma di programmi restano solo le migliaia di parole impresse sulle colorate brochure e le migliaia di parole spese durante i dibattiti, rigorosamente al 90% svolti all’interno di locali: ahimè i comizi in piazza, roba di altro livello! I programmi sono tutti belli, ricchi di buoni propositi, eccellenti. Se prendiamo tutte quelle belle parole, spremendole, andando al sodo, quanto di ciò che è stato scritto sarà realizzabile? Il dubbio si fa sempre più spazio! Programmi tutti allineati tra di loro, nessuno ha avuto il coraggio di scrivere sul programma: “sì il turismo è il volano dell’economia di questa città, noi anagnini abbiamo alte potenzialità di vivere con il turismo, quindi da fine giugno il centro storico sarà completamente chiuso al traffico, h24 fino a tutta settembre!” Beh sì il turismo nelle città d’arte sappiate che funziona perché sono centri totalmente adibiti ad area pedonabile e ricchi di negozi aperti senza sosta. Non si può scrivere questo nei programmi, si deve “osare” per fare una cosa del genere, chi lo proporrebbe non prenderebbe un voto, perché tanti sono legati alla mentalità medievale e non si può pensare di vivere ancora negli anni 80, quando invece siamo già nel 2018 e le cose funzionano in modo diverso. Ho sentito dire addirittura che chi vincerà questa tornata elettorale abrogherà la ztl in vigore nei fine settimana. Si certo si potrà finalmente scorrazzare liberamente per il centro storico per fare shopping! Il turismo parte da una scossa alla mentalità, lo slalom tra le macchine non è cosa accettabile, né per i cittadini né per i residenti. Un’altra domanda sorge spontanea nella testa del cittadino: “Come si costruisce un nuovo ospedale?” Ma Anagni non ha bisogno di una nuova struttura, ha bisogno che vengano riabilitati i servizi e le prestazioni e va bene anche la vecchia struttura, quella di Onorato Capo. Costruendone uno nuovo la Regione Lazio darà il beneplacito per riaprire l’ospedale? Ho i miei dubbi. Programmi tutti stupendi, a parole si può dire tutto, ma è importante spiegare anche il come, si come si faranno, come si realizzeranno? Il cambiamento, la vera svolta, potrà esserci quando si dimostrerà come si realizza ciò che è scritto nei programmi. Si è svolto ieri un incontro nella meravigliosa Sala della Ragione, i sette candidati a sindaco a confronto. Come scritto sopra i programmi sono in linea di massima simili, nessuno ha spiegato in che modo però saranno messi in campo e con quale squadra verranno eseguiti i lavori. Chi saranno gli assessori? Gli uomini sono importanti nella realizzazione dei programmi elettorali. Chi saranno questi uomini? Che vengano resi pubblici i nomi e cognomi e competenze di chi avrà in mano il potere di cambiare la città! Quanti assessorati ci saranno? Gli assessori saranno uomini e donne di esperienza o persone che costruiranno la loro esperienza sulla pelle dei cittadini? I programmi certo sono importanti, ma restano parole scritte su fogli, le persone fanno la differenza. Viviamo nell’epoca dello shopping istituzionale, della corsa affannosa alle sedie, il politico non è l’occupante di una poltrona, la persona che indossa la fascia tricolore per il suo fascino, ma la fascia ha il suo importante significato; il sindaco, i consiglieri, gli assessori sono i servitori del Comune e della città. E’ iniziato il countdown, meno nove giorni al voto, le prospettive di avere una nuova amministrazione che sappia davvero far “decollare” la città dei papi, sono rimaste ancora in basso. Un insieme disarticolato di coalizioni, al momento del dunque, sapranno occupare ognuno il proprio ruolo, senza avviare per l’ennesima volta le consuete diatribe di spartizione di potere, che porteranno ancora una volta la città allo stallo più totale? I presupposti ci sono tutti e non lasciano ben sperare, basti ascoltare i commenti degli stessi candidati al prossimo Consiglio comunale mormorare “durerà sì e no un anno la nuova amministrazione”. Una volta si diceva basta crederci e tutto può essere realizzato … Anna Ammanniti
