Sora – Consiglio, c’è il rendiconto: vince il voto di fede

Irene Mizzoni
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(di Irene Mizzoni) Il prelievo tributario pro capite del Comune di Sora è aumentato passando da 539,81 a 551,71 euro. I contenziosi sono molti; le sentenze esecutive sono una decina e vanno riconosciute, il che vuol dire che i debiti fuori bilancio aumenteranno. L’indebitamento è in aumento (circa 14 milioni nel 2017, nel 2015 si era attestato a poco più di 13 milioni). La capacità di riscossione è minore rispetto al 2016. Mancano le entrate da oneri concessori. Sono scese le entrate derivanti da affitti (-289mila euro). Questo in sostanza, quanto evidenziato stamattina in consiglio comunale dalle opposizioni che si sono trovate faccia a faccia con il gruppo De Donatis.

Sul tavolo della discussione c’era il rendiconto di gestione relativo al 2017. Un rendiconto che, secondo la maggioranza, è un tassello di un lavoro più ampio proiettato in un futuro di anni. Non a caso, la seduta di consiglio si è chiusa con un insolito intervento del sindaco in dichiarazione di voto (ma quando mai un sindaco deve spiegare il perchè vota in favore del rendiconto!) dicendo, fra l’altro, che “la percezione non è quello che noi dentro il cuore portiamo”, “Io sono molto soddisfatto del lavoro fatto” e poi via via con un elenco di opere. “Se arriviamo a fine mandato – ha detto fra l’altro – Sora avrà una pista ciclabile, la messa in sicurezza di via Cellaro, due scuole innovative, quella di Renzo Piano e quella dietro le ex carceri”, auspicando poi, soprattutto per la delicata vicenda ex Tomassi, un lavoro che veda insieme maggioranza e opposizioni. Tirando le somme, il dibattito è stato a tratti acceso. Critiche sono venute come sempre da Pintori e dai fratelli Tersigni. Stavolta però, a prendere netta posizione anche i consiglieri D’Orazio e Di Stefano. I “finora morbidi” si sono risentiti, soprattutto il giovane Di Stefano che proprio noi avevamo dato vicino alla maggioranza. E invece no, la sua stamane è stata una bocciatura netta del governo De Donatis reo di essersi dimostrato poco attento alla cittadinanza e alla città. Dunque, stavolta nessuna astensione, il voto finale non ha lasciato spazio ad interpretazioni. Alla base delle critiche degli oppositori, oltre alle criticità che si riscontrano quotidianamente in città e le lamentele dei sorani, la relazione dei revisori. Da un punto di vista politico il dato è il seguente: come detto la frattura tra maggioranza e opposizione ora è netta. Sullo stato di salute della maggioranza invece non può sfuggire che non ha partecipato al consiglio l’ormai ex Serena Petricca che proprio ieri ha dichiarato di non essere l’unica del gruppo De Donatis ad avere il mal di pancia. Questa affermazione, importante, chiaramente non può essere presa sotto gamba. Da nessuno. Dunque, riguardo Natalino Coletta che era stato critico tanto dall’aver anche restituito le deleghe, con l’intervento di oggi senza dubbio risulta essere tornato in linea. L’assenza, non giustificata, di Augusto Vinciguerra andrebbe approfondita come pure il silenzio di almeno altri due componenti che al momento del voto hanno sì alzato la mano ma pure abbassato lo sguardo.  La lezione di oggi è: il voto? Per alcuni è prima di tutto voto di fede.
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