Ci mancavano solo le zecche. Peggio delle cavallette accorse per coronare le piaghe d’Egitto. C’è forse una vecchia maledizione sul centro storico. Un sortilegio che non permette al cuore di Frosinone di tornare a pulsare, per far risplendere la sua spontanea bellezza.
La lista delle colpe da espiare è lunga. Le vecchie amministrazioni hanno lasciato in eredità al sindaco Ottaviani scelte che si sono rivelate sciagurate. Il Multipiano che doveva risolvere i problemi di parcheggio è diventato casa del Diavolo. Rifiuti, abbandono, un tappeto di estintori e poche, pochissime auto. L’ascensore inclinato è nato male e rischia di morire peggio: i periodi di “fermo” se la battono con quelli di attività.
Il project dei Piloni è stato un fallimento: lavori mai partiti, degrado, crepe, puzza, sporcizia. Proprio sotto le arcate, cartolina della città (insieme al Campanile) per chi transita sull’A1. L’amministrazione Ottaviani ha sicuramente ereditato il nulla, condito dal peggio. Ma in 6 anni la rivoluzione ancora non si è vista. La gestione di centrodestra ha avuto finora due meriti: l’aver trattenuto in centro storico l’Accademia. E aver acquistato all’asta il Nestor e il Vittoria. Mosse però incompiute, visto che la gestione del Nestor è rimasta in mano a dei privati. In attesa di un nuovo affidamento con bando e di migliorie sulla struttura. E anche di più sostanziosi ritorni economici per il Comune. E sul Vittoria, nonostante gli annunci, i lavori dopo anni non sono mai partiti. Segnale di timido risveglio anche il progetto che ha portato a riqualificare le vetrine di alcuni locali sfitti per attrarre nuovi commercianti. Anche con l’ausilio di qualche piccolo sgravio sui tributi locali.
Bene alcuni eventi, come il Festival dei Conservatori (nonostante la gestione criticabile sul fronte di bandi e risorse impiegate) e Teatro tra le porte. Male la gestione dei mercatini natalizi (flop ricorrente) e del fenomeno delle Cantine del Giardino, che era diventato negli anni il più frequentato evento della città. Snobbato negli ultimi anni da varie Istituzioni, compresa la Regione. Non pervenute iniziative strutturate e durature per la movida e i giovani, fatta eccezione per la recente bella serata di Souldynamic ed Excedo all’ex Mattatoio. Su questo capitolo, ahimè, manca anche all’appello un pò di sano attivismo dei ragazzi. Molti dei quali scappati da anni per altri lidi.
Per il resto la Giunta Ottaviani in questi 6 anni ha cercato di spruzzare un pò di profumo sulla parte alta, mentre al centro storico serviva proprio un bel bagno caldo. Il concorso “Fioriamo il centro”, solo a mo’ d’esempio, premia i commercianti che abbelliscono le vetrine con addobbi floreali. Tutto molto bello, compreso il messaggio dell’iniziativa. Peccato che a pochi metri dalle vetrine in fiore ci siano buche, degrado, immobili (anche comunali) che cadono a pezzi, vere e proprie giungle di erba incolta, topi che scorrazzano. Qualcosa che sta producendo assuefazione anche fra i residenti e i giornalisti: ormai non fanno quasi più notizia.
Se si osa parlarne si viene etichettati come gufi, che non vogliono bene a Frosinone e alla rinascita del suo centro. Ma le zecche no, non le avevamo considerate. Un’invasione spontanea in via Moccia, una bambina all’ospedale per accertamenti, residenti alle prese con “disinfestazioni fai da te” in attesa del Comune. Una “piaga” mandata per espiare i peccati commessi nella parte alta e stimolare una presa di coscienza? Ora che si sterzi decisamente, con misure concrete e strutturali. Magari tagliando sul futile e la fuffa, per poi riversare importanti investimenti e risorse sulla parte alta. Mettendo a rendita veramente il Nestor per distribuirne i benefici sul resto del centro. Programmando, intercettando finanziamenti e occasioni. Promuovendo con coraggio ztl e isole pedonali, ricreando fenomeni di coesione e aggregazione rivolti ai tanti studenti che frequentano gli Istituti del centro storico. Lo si deve a quei vicoli che conservano la nostra storia . E a quei coraggiosi ragazzi che invece di scappare dalla città (i maggiorenni under 30 sono quasi 900 in meno rispetto al 2008) hanno deciso di aprire bottega e incontrarsi proprio lì. Sono artisti, associazioni, tatuatori, negozianti, pizzaioli, baristi, ristoratori, skaters. Sono eroi controcorrente, che vanno messi in “rete“. Perché quella è la vera Frosinone, la più bella.
Alessandro Redirossi
