Arpino – Furto d’identità su facebook, vittima anche una donna arpinate. La testimonianza

Alessandro Andrelli
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La settimana scorsa la nota trasmissione “Le Iene Show” ha mandato in onda un servizio che trattava un furto di identità avvenuto su facebook. Come racconta la giornalista che ha realizzato l’ inchiesta, erano state “rubate” alcune foto del profilo di un ragazzo potentino, poi utilizzate per aprire un account dalle false generalità a nome di Jolen Branko.

L’ espediente serviva per contattare donne diverse, in tutta la penisola, non per attuare una qualsivoglia truffa bensì un inganno subdolo e crudele che mirava al cuore delle ragazze abbordate, ai loro sentimenti, a farle innamorare perdutamente di una persona che, pare, non sia mai esistita. Sembrerebbe che Jolen sia arrivato a farsi conoscere anche nella Terra di Cicerone. Chi ci contatta è una donna che vive ad Arpino: per ovvi motivi di privacy, intende restare nell’ anonimato, concedendoci di farsi chiamare “Sole”, così come era il suo appellativo in questa triste ed infida vicenda. Sole ha poco più di 40 anni, lavora part-time, è separata, ha figli. Racconta di essere stata contattata la prima volta la corsa estate, ad agosto, mentre era in ferie ed aveva postato sui social alcune foto che la ritraevano al mare. Non ha accordato subito l’ amicizia richiesta da Jolen, lo ha fatto dopo alcuni giorni «Ero titubante: avevamo qualche amico in comune ma che io non conoscevo personalmente; non era del mio paese, nonostante fosse un bel ragazzo mi inquietavano i diversi tatuaggi che aveva sul viso. Poi mi ha mandato un messaggio, educato e cortese, chiedendomi perché non rispondevo. Così abbiamo iniziato a conoscerci virtualmente». Il fallace racconta di uscire da una separazione parecchio difficile con una donna che gli ha creato tanti problemi, di avere un figlio adolescente affidato ai nonni materni, di non aver più rapporti con i genitori e sua sorella per incompatibilità. Dopo un primo approccio fatto di confronti sulle rispettive storie passate, Sole inizia ad essere corteggiata «In una maniera che qualsiasi donna non potrebbe restarne indifferente: tante coccole, molto premuroso, attento, capiva immediatamente il mio stato d’ animo. Tanti messaggi: i suoi erano i primi della mattina e gli ultimi che precedevano il sonno. “Sei il mio respiro, il mio sole”: me lo diceva sempre. Era anche geloso, si discuteva sul mio abbigliamento al lavoro e su cosa indossassi per uscire con le amiche: pretendeva le foto, che dimostrassero il mio trucco e come ero vestita. Mi aveva convinta che lavorasse per un’ impresa edile al nord e si stava occupando di terminare un progetto parecchio impegnativo che lo teneva lontano da casa: gli avevo proposto di raggiungerlo a Natale, ma c’ erano sempre impedimenti legati alla sua mansione oppure al figlio. Sarebbe rientrato a giugno, ci saremmo finalmente conosciuti. Si facevano progetti per un futuro insieme. Ci amavamo, ci amavamo davvero!» Mentre racconta è inconfutabile la soggezione di Sole rispetto al suo vessatore: è evidente come lei non provi nemmeno a soverchiare questa avventura, colpita ed affondata in pieno da tanta slealtà. Un principe uscito da una favola, capace di regalare emozioni forti semplicemente attraverso le parole giuste, frasi costruite, quelle che ognuno vorrebbe sentirsi dire. Un manipolatore che ha fatto capitolare la mente ed il cuore di Sole, trascinandola in una relazione virtuale morbosa, per lei appagante ed essenziale. Devastante è la realtà dei fatti: «Non posso credere che lui non esista. Lui c’ è, io l’ ho sentito, ho sentito la sua voce, l’ ho sentito emozionarsi con me. Sono turbata, ho raccontato tutto di me: il mio passato, le mie difficoltà, i miei dubbi, i problemi con i figli e la mia famiglia, l’ astio col mio ex ed i suoi parenti. La stessa cosa ha fatto lui, nei dettagli più significativi, ci siamo dati consigli. Non può essere tutto falso, tutto improvvisato. Non si danno risposte così lucide se non è vero ciò che si racconta, non posso credere. Lui esiste e mi manca: è il mio primo pensiero appena mi sveglio. Quando sono in difficoltà piango pensando al suo sostegno, alla sua compagnia che non ho più. Io lo rivoglio, anche se solo virtualmente o telefonicamente, mi basta. Ho bisogno di lui, certe volte mi sembra di crollare. Non può essere stato un gioco. Sono costernata, non ce la faccio da sola». E con il cellulare in mano prova a telefonare, ma il contatto di Jolen non è più attivo. Sole non fa mai il nome del fantasma che l’ ha distrutta psicologicamente. Continua a sfregarsi le mani, tenendo il capo chino, come se la rassegnazione volesse piegarla, lo sguardo basso forse per evitare di guardare in faccia la verità. Convinta di essere stata amata, non intende realizzare che è stata ingannata, non vuole ascoltare l’ epilogo che ha avuto la vicenda. Innamorata di una persona che non esiste, una figura infame ed ipocrita, mai sincero. Non ci sono consigli da dare a Sole, non ci sono raccomandazioni, conforto, assonanze con altre esperienze già vissute e raccontate dalle vittime dei subdoli “amanti da tastiera”. Non si riesce a persuaderla: lei va via con la tristezza nel cuore e l’ aspettativa che Jolen presto la contatterà «Non appena rientrerà questo interessamento mediatico e si spegneranno i riflettori, lui mi chiamerà per dirmi che non ha mai smesso di amarmi». Rimane tanta amarezza: la mancanza di rapporti sociali sta generando parecchia solitudine e questa conduce alla disperata ricerca di compagnia in un contesto che è e rimane solamente virtuale: il Mondo è un’ altra cosa e la vita va vissuta realmente, in tutti i suoi momenti, entusiasmanti o deludenti che siano. Lasciamoci turbare solamente dalle emozioni vere e non da quelle apparenti. Sara Pacitto
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