Lucilla Graziani, è nata a Roma ma abita ad Anagni da quando aveva 3 anni, sposata con due figli, maturità geometra, si candida alle elezioni comunali del prossimo giugno con il Movimento 5 Stelle, sostenendo il candidato sindaco Fernando Fioramonti
Sei una giovane mamma, cosa ti ha spinto ad avvicinarti al mondo politico? La risposta È già nella domanda. Proprio perchè sono una giovane mamma voglio fare tutto ciò che è in mio potere per lasciare ai miei figli, qualcosa di meglio di ciò che invece ci ritroviamo noi. Ad un certo punto della mia vita ho realizzato che non potevo più delegare il mio futuro e quello dei miei cari, ad una classe politica che per troppo tempo ha pensato solo ed esclusivamente al proprio tornaconto. Ad Anagni in particolare ero e sono davvero stufa di vedere sempre i soliti volti andare di volta in volta da una parte o dall’altra, a seconda di dove tira il vento. E per realizzare cosa? La qualità della vita dei cittadini non è affatto migliorata. Anzi. Come tutti possiamo vedere, è drammaticamente peggiorata. Ecco perchè una giovane mamma come me deve mettersi in prima fila. Per cambiare il destino dei propri figli, e quindi di tutti gli anagnini. Da quanti anni sei attivamente in politica? Sono 5 anni che senza sosta, lavoro per il meetup di Anagni. Prima di allora pensavo che non valesse la pena nemmeno provare ad avvicinarsi al mondo politico: una élite a cui si poteva accedere solo se avevi un certo curriculum o determinate conoscenze. Una sera invece ero a casa e ho ascoltato le parole di Beppe Grillo, le famose Parole Guerriere, e ho capito che se volevo davvero il cambiamento, questo doveva partire da me. Così ho deciso. E l’ho fatto sopratutto per i miei figli. Perché hai scelto di sposare il progetto del Movimento 5 Stelle? Perchè il Movimento 5 Stelle è l’unico nel quale una persona per bene, che vale davvero solo uno, ma che ha una sua dignità da difendere, e che vuole che i propri diritti siano rispettati, può trovare ascolto. Il bene comune è l’obiettivo e, per perseguirlo, non servono grandi menti. Serve essere pragmatici e, soprattutto, onesti: individuare il problema, studiarne le possibili soluzioni e poi adottare quella che maggiormente è in grado di proteggere il bene comune, gl’interessi della collettività. Se si è davvero liberi, e si vuole proteggere la comunità, non ci sono limiti a quello che si può fare. Esattamente il contrario di quello che abbiamo qui ad Anagni: una città sul baratro, immobilizzata da decenni di nulla. Io voglio rappresentare la rabbia di tanti cittadini che sono stufi di subire. Cosa speri di poter portare di nuovo e di fresco in una tua eventuale elezione come consigliere comunale? Io non sono una politica di professione. E non voglio neppure diventarlo. Se il mondo fosse perfetto in modo naturale, senza bisogno di alcun intervento, la politica non esisterebbe. Ma purtroppo non è così. E la realtà che abbiamo sotto gli occhi ci dice che non è più tempo di aspettare il cambiamento delle vecchie forze politiche. Quelle che hanno trascinato nel baratro questa città. Io voglio solo avere la possibilità di occuparmi del mio paese esattamente come mi occupo dei miei figli. Con amore e con passione. Non ho alcuna carriera da difendere. Ma solo il futuro di Anagni. Cos’è per te la politica e cosa pensi serva alla città di Anagni per emergere? La politica è stare al servizio della comunità, quindi un amministratore è al servizio dei propri concittadini. E non il contrario. Hai usato il verbo giusto, nella domanda: Anagni deve proprio riemergere. Nel senso che deve tirare fuori la testa, perchè così com’è sta proprio affogando. Non esiste una formula magica, ma la realtà è che in questa città va tutto male. Niente funziona. Per ricominciare a far respirare questa città serve, innanzitutto, che ci siano amministratori capaci di lavorare per lei. Ripartire dall’ordinaria amministrazione, proprio come una mamma. I miracoli di una mamma sono la sua capacità di occuparsi di ciò che serve. Ogni giorno. Per tutta la famiglia. Ecco. E’ questo lo spirito che voglio portare nel consiglio comunale. Hai qualche hobby? Qualche passione? Oltre il lavoro? Oltre la famiglia? Oltre i figli? Oltre l’impegno civico e politico? La mia vita è già molto piena così, grazie. Sono queste le cose che danno significato alla mia vita. Che me la fanno amare. E non vorrei cambiarla per nulla al mondo. Anna Ammanniti
