(di Alessandro Redirossi) Chi fa avanti e indietro senza fissa dimora, chi ha le classi “murate”. Ma il cielo non è sempre più blu sopra i tetti delle scuole di Frosinone. Sembra un bollettino di guerra quello degli istituti scolastici a Frosinone.
La cronaca recente ci fa sbattere la testa contro un paio di casi che dovrebbero colpire, ma che invece scivolano lisci come l’olio sulle nostre teste. Mentre tutti sognano ad occhi aperti la serie A del calcio, nelle scuole della città si punta sempre e solo alla “salvezza”.
Una delle classi della vecchia ala dell’Agrario
Le ultime settimane ci hanno consegnato vicende da piena e inappellabile zona retrocessione. Per la politica locale salvarsi, in questo ambito, non sembra una priorità. L’ultima è quella dell’Istituto Agrario. Scuola gloriosa, 60 anni di storia, espressione della migliore tradizione contadina della Ciociaria. Il cuore della formazione dei ragazzi è l’azienda agricola. Con le serre, i campi, i vigneti. A fianco all’azienda lo stabile con le classi, in cui si fanno le ore di italiano o matematica. Nel 2013 sarebbero dovuti terminare i lavori di messa in sicurezza e ampliamento di quell’immobile da parte dell’Amministrazione provinciale. Nel 2015, per cercare di vedere la luce in fondo al tunnel, i ragazzi vengono trasferiti in aule di fortuna in un palazzone di viale Roma. Ogni giorno, per passare dall’ora di italiano a quella di pratica fra le piante e le serre, devono prendere dei pullman (che costano alla Provincia 3mila euro al mese). Nel traffico e nelle attese perdono ore di lezione. Intanto in questi anni il cantiere si è fermato. La beffa che segue fedelmente il danno. Dopo anni di proteste dei ragazzi (l’ultima, eclatante, giovedì) la Provincia rassicura.
Dissidi con la ditta, nuove normative antisismiche: diverse le motivazioni accampate per giustificare anni di ritardi. Ora la promessa della Provincia è quella di consegnare le prime 8 classi in via Fabi a settembre. Le prime 8 su 19 totali. Nel frattempo c’è chi ha perso ore di formazione nel traffico e l’Istituto, dopo anni di boom, ha registrato ora una contrazione dei numeri: le classi prime saranno per la prima volta 2 anziché 4. Si naviga a vista anche nelle scuole comunali di Frosinone. Alla “Ferrarelli” l’asilo ha subito una pesantissima infiltrazione. Un’aula è stata dunque “murata” con dei pannelli per limitare i danni e la puzza. I bambini passano le giornate in affitto in quello stabile privato. Lo stesso assessore Fabio Tagliaferri in Consiglio ha ammesso: “La Ferrarelli non è una scuola, è un alloggio temporaneo”. In attesa di un trasferimento (forse a Colle Cannuccio) dalla tempistica indefinita, i genitori hanno mandato un esposto ad Asl e Nas. Mentre regna l’indifferenza e ognuno , in fin dei conti, finisce per indignarsi solo per la scuola del proprio figlio, colpisce la riflessione di Andrea D’Arpino, studente dell’Agrario nemmeno ventenne. Porta avanti da anni, a oltranza, la battaglia per una sede idonea per la sua scuola. “Da quando faccio il secondo, ho vissuto tanti disagi per l’assenza della sede – dice – Sono al quinto anno e fra qualche mese mi diplomo. Se dopo anni di proteste le prime classi dovessero essere consegnate a settembre, io non ci farò lezione, perché avrò finito il mio percorso. Ma sarei felice lo stesso. L’importante è che in futuro i miei compagni e altri studenti possano avere una scuola degna”. Grazie Andrea, hai riacciuffato per i capelli la speranza. L’unica che ci resta
Alessandro Redirossi