Via libera del Consiglio comunale all’atto di indirizzo per la riqualificazione della piscina ex Enal. Ma non mancano veleni e polemiche sulla gestione della vicenda e sulle procedure che si intendono mettere in campo per portare avanti i lavori. Ieri sera è infatti passata in Aula la delibera dell’amministrazione Ottaviani che sancisce il “lasciapassare” per gli uffici tecnici comunali per mettere nero su bianco la nuova intesa con la società privata Nuovenal e realizzare gli interventi di riqualificazione sull’area nel centro del capoluogo.
LA STORIA Una vicenda vecchia 17 anni. Nel 2001 viene approvato il progetto per la manutenzione straordinaria dell’ex Enal e la realizzazione della copertura della piscina. Si opta per il project financing: i privati svolgono i lavori e poi gestiscono il sito, concesso dal Comune, per rientrare dall’investimento. Si dà il là a gare e contenziosi. Alla fine nel 2003 la cooperativa Emmaus viene chiamata a realizzare i lavori e a gestire l’ex Enal. Si costituisce la società Nuovenal srl per realizzare il project. Poi i rilievi del Coni sulla sicurezza della copertura e su alcuni aspetti economici dell’operazione. La Giunta Marini (nel 2008) decide di modificare dunque il progetto e per l’intera operazione si stimano 748mila euro di costi. Un anno dopo il Comune decide di accendere un mutuo presso il credito sportivo per i lavori e stabilisce che il privato sarà chiamato a rimborsare all’amministrazione le rate. Ma a quel mutuo il Comune non accederà mai. Quindi uno stallo, piscina abbandonata e il rischio di contenzioso fra Comune e privato. Per sbloccare la situazione l’amministrazione Ottaviani a fine 2017 affida un incarico esterno da 7mila euro all’avvocato Alberto Fantini. La soluzione individuata è questa: la Nuovenal riqualificherà il complesso ex Enal con investimenti pari a 496mila euro. La società ha un capitale di poco superiore ai 30mila euro. E’ partecipata dalle cooperative Trascoop,Insieme per la solidarietà, Parsifal, dalla società sportiva Enal Tennis club, da Italia impianti srl e da Giuseppe Galuppi. Dovrà quindi fare ricorso a mutui bancari. In cambio gestirà per 29 anni l’area comunale, incassando gli introiti relativi a corsi e ingressi a piscina e campi da tennis, oltre ai proventi dell’area commerciale e ristoro. IL CASO DELLA COPERTURA DELLA PISCINA I lavori prevedono la copertura per il campo da tennis, la sistemazione della vasca della piscina e degli spogliatoi; rifacimento degli impianti elettrici e di trattamento acqua; trasformazione del locale destinato a magazzino in locale commerciale per attrezzature sportive. Il cronoprogramma prevede 165 giorni per l’esecuzione dei lavori. Ma la copertura della piscina, oggetto principale del vecchio project, diventa solo eventuale. E le valutazioni sulla fattibilità vengono rinviate di 3 anni rispetto agli altri lavori di riqualificazione. Anche in considerazione del fatto che negli anni sono state realizzate altre piscine coperte in città. OK DA CENTRODESTRA E PD. IL M5S ATTACCA In apertura di Consiglio il vicesindaco Fabio Tagliaferri ha tentato di “spersonalizzare” la pratica, alla quale non ha mai nascosto di tenere molto. Anche per tentare di evitare defezioni all’interno della stessa maggioranza, dopo i veleni interni con Piacentini (Forza Italia) e sulle nomine Asi. Tagliaferri ha spiegato che si tratta “una delibera di indirizzo, dal valore squisitamente politico, per sbloccare una situazione ferma da 20 anni. Poi la palla passerà agli uffici tecnici. Non sono “innamorato” di questa delibera”. Dall’opposizione il Pd ha sostenuto la pratica. Era stato infatti il centrosinistra a gestire l’operazione Enal in passato, prima che finisse in un vicolo cieco. Ma sulla pratica e il consenso bipartisan alla nuova operazione sull’impianto è andato all’attacco dal Movimento 5 Stelle il consigliere Marco Mastronardi. “Ci teniamo alla riqualificazione dell’ex Enal – spiega Mastronardi – La copertura della piscina era l’interesse pubblico del project passato. E ora ci ritroviamo la copertura di un campo da tennis. Quindi sono mutati importi e interventi. Allora ci vuole un nuovo project, con un nuovo bando di gara pubblico. Vanno individuate le responsabilità per il passato. Sembra che si voglia far passare una “maxisanatoria” per il Consiglio. A nostro avviso si deve procedere con la risoluzione del contratto con il privato o con l’esecuzione dei lavori previsti in base al vecchio contratto”. Anche il consigliere Vittorio Vitali (Articolo 1-Leu) ha chiesto un nuovo bando di gara, visto che l’oggetto dei lavori sull’area comunale è cambiato. Alla fine la delibera è passata con 20 voti. Quelli della maggioranza Ottaviani e del Pd. Contrari M5S, Articolo 1-Leu e Frosinone in Comune. Astenuto il Psi. Alessandro Redirossi
