(di Anna Ammanniti) Fernando Fioramonti alle prossime elezioni comunali del prossimo 10 giugno è il candidato a sindaco del Movimento 5 Stelle.
Anagnino, medico veterinario, Fernando Fioramonti ha 47 anni, è sposato e padre di una bambina che studia a Pantanello. Vicepresidente dell’ordine dei medici veterinari per 6 anni, dal 2012 membro effettivo del collegio dei sindaci della cassa previdenziale dei veterinari (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Veterinari), uno dei tre sui 27.000 veterinari italiani. Quando e perché ha deciso la sua candidatura a sindaco? La mia candidatura a sindaco è stata il compimento di anni di attivismo sul territorio. Quello che mi ha dato la vera spinta però è stato il desiderio di voler cambiare davvero Anagni. Sono stufo di vedere la mia città in mano a delle sanguisughe che non hanno fatto altro che pensare ai loro interessi piuttosto che a quelli di noi cittadini. Sono stufo di vedere queste giovani e vecchie volpi che chiedono il voto promettendo l’irrealizzabile. Sono stufo dello stato di degrado in cui si trova la mia città. In molti si sono proposti come il rinnovamento o grandi saggi, in grado di far ripartire la città, ma la verità è che il comune di Anagni ha bisogno di una vera e propria rivoluzione. E di certo questa rivoluzione non la faranno i vecchi politici che ci portiamo dietro da vent’anni. Da qui anche la scelta del nostro slogan. Anagni? #cambiamoladavvero! Nel caso di vittoria, quale sarà l’argomento che affronterà prima di tutto? Oggi ad Anagni viviamo nell’emergenza più totale su molte cose. Da papà di una bambina di scuola elementare mi indigna aver visto infiltrazioni di acqua piovana all’interno delle scuole. Lasciamo i nostri figli per molte ore all’interno di edifici che dovrebbero essere sicuri per loro e per il personale che ci lavora. Ecco. Questo è un argomento che mi sta molto a cuore, come penso a molti genitori: la sicurezza dei luoghi in cui i nostri figli passano l’intera mattinata. I bambini sono il 100% del nostro futuro e stiamo dando loro veramente un pessimo esempio di come si amministra una città. Ecco mettere al centro dell’azione politica chi non ha voce come i bambini, i disabili anziani, questo è l’argomento principale che perseguirò. E la cosa che farei subito, appena fossi eletto Sindaco della città, sarebbe molto più semplice ma credo anche molto simbolica. Eliminerei immediatamente la porta blindata che, su al Comune, divide gli uffici del Sindaco dai suoi cittadini. Quella porta blindata è il simbolo della lontananza, del distacco della politica dalla città. Si rinchiude dentro una blindatura ciò che si vuole nascondere, celare agli occhi degli altri. Noi invece vogliamo amministrare davanti alla città. Insieme alla città. Perché i cittadini devono diventare i nostri collaboratori migliori. E non abbiamo assolutamente nulla da nascondere, né da rinchiudere dietro una porta blindata. Quali sono i vostri progetti e programmi? Abbiamo un programma molto articolato e soprattutto fattibile, che spiegheremo nei prossimi giorni con eventi dedicati. Per noi Anagni deve essere una città al servizio del cittadino, dove non ci siano anagnini di seria A e B, tra periferie e centro. Deve essere una città a misura di bambino, anziano e disabile, categorie troppo spesso dimenticate. Una città per il lavoro, l’innovazione e le nuove opportunità, per riutilizzare luoghi abbandonati e rimetterli a disposizione per il coworking. Una città fiera della propria storia, della propria arte e della propria cultura, che deve finalmente iniziare a promuovere in maniera seria e organizzata, quanto Anagni ha da mostrare. Abbiamo intenzione di lanciare il marchio “Anagni” per promuovere quanto la città può offrire all’esterno. Inoltre deve essere una città verde, pulita e vivibile. Manca un parco cittadino dove i bambini possano giocare, la città (tutta) è sporca e mal curata. Le periferie sono abbandonate a loro stesse. Non abbiamo la bacchetta magica ma abbiamo intenzione di invertire la rotta facendo una programmazione almeno pluriennale della città. Ormai le casse comunali, a livello nazionale, sono molto più povere rispetto al passato, esistono “alternative” per mettere lo stesso in campo i tanti progetti? È vero che le casse dei comuni languono, ma la domanda da porsi è: per quale motivo? Le spese di acquisto di beni e servizi vanno controllate. Poi si deve accedere ai finanziamenti già stanziati facendone domanda. Le amministrazioni precedenti di destra e di sinistra, ad esempio, hanno tragicamente “dimenticato” di chiedere i fondi per l’edilizia scolastica. Tanti paesi, anche molto vicini a noi, hanno sfruttato quei fondi, Anagni no. E così, in alcune scuole della nostra città, piove dentro. Bastava fare una domanda che non è stata mai presentata. Ora dovremo attendere il 2020 per richiederli. Attenzione ai fondi già disponibili, richiesta dei fondi europei del PSR, gestione oculata dei soldi dei cittadini, bandi pubblici trasparenti. Ecco la strada per poter attuare i nostri progetti. Il continuo scambio di idee e informazione con i nostri portavoce, alla Regione, al parlamento ed in Europa, faciliterà nel lavoro. Anagni di cosa ha bisogno in questo momento, cosa manca alla città? Ad Anagni manca esattamente quello che una politica incapace ha lasciato dietro di sè: una visione, un progetto che sappia proiettarla verso il futuro. Le ultime amministrazioni hanno vissuto alla giornata, senza neppure uno straccio di idea su quello che potrà essere Anagni domani. Senza saper progettare niente che potesse portare a un miglioramento della qualità della vita degli anagnini. Parliamo di servizi che non ci sono, di scarsa trasparenza, di idee e programmi elettorali regolarmente traditi. A questa città, in definitiva, è mancata una classe politica che mettesse davvero al centro delle proprie azioni i fabbisogni degli anagnini, soprattutto delle fasce deboli. Ma è mancata anche la normalità, l’ordinaria gestione della città. Per noi il “politico” è un dipendente del cittadino, non il contrario. Anagni ha bisogno di qualcuno che torni a dare speranza. Speranza in un futuro migliore per noi ma soprattutto per i nostri figli. Noi, oggi, rappresentiamo quella speranza. Per questo siamo pronti a raccogliere la sfida. Quale è la proposta che vi differenzia dalla vecchia politica? Abbiamo elaborato un programma con il contributo di tanti cittadini, che si sono avvicinati per confrontarsi e discutere. Per questo il nostro programma sarà davvero ciò che faremo alla guida della città. Perché è ciò che dà valore alla nostra idea di politica, che dev’essere al servizio della comunità. Abbiamo idee semplici, ma chiarissime, e la capacità e la voglia di cambiare davvero Anagni. Come si chiama la sua coalizione? Non abbiamo nessuna coalizione, siamo il Movimento 5 Stelle: una lista unica. Le coalizioni sono costruite artificiosamente solo per vincere le elezioni e per smontarsi il giorno dopo. Noi invece vogliamo amministrarla davvero questa città. E vogliamo farlo perché questa città la amiamo davvero, e vogliamo restituirle il prestigio e la bellezza che una politica incapace le ha rubato. Per questo il nostro slogan è #cambiamoladavvero! Anna Ammanniti
