Sorano – Vendita abusiva di asparagi, maxi multa a 3 richiedenti asilo

Irene Mizzoni
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Abbiamo già argomentato l’illegittima raccolta e vendita abusiva di asparagi che avveniva in maniera plateale e del tutto indisturbata alle porte del paese di Arpino, in barba alle normative fiscali, e non solo, e nell’ indifferenza dei tutori dell’ ordine che hanno omesso di prendere provvedimenti in merito.

L’ articolo pubblicato 10 giorni addietro (leggi qui) ha scoraggiato e ridimensionato l’improvvisato commercio: i venditori, però, non si sono persi d’animo ed hanno pensato di spostare il loro mercatino altrove, nel Sorano. Alcuni di essi, infatti, in quest’ ultima settimana avevano occupato la piazzola laterale la rotatoria dove confluisce via Trecce con la provinciale per Carnello. A differenza del paese di Arpino, ove è mancata l’autorevole attenzione delle forze dell’ ordine nel rilevare le infrazioni commesse, le autorità che pattugliano il territorio di Sora non hanno perso tempo e sono tempestivamente intervenute. Nel pomeriggio di sabato 28, dopo le ore 16:30, gli agenti del Commissariato di Sora unitamente alle guardie della Polizia Municipale, hanno fatto un blitz in loco: dopo aver identificato i tre giovanissimi extracomunitari richiedenti asilo, due 23enni ed un 24enne, tutti residenti nella struttura di Collecarino di Arpino ed in affido alla medesima cooperativa, i poliziotti hanno stilato un verbale di violazione con sanzione pari a 5.160€ e relativo verbale di sequestro dei circa 70 mazzetti di asparagi che, affidati al comando dei vigili, verranno macerati in quanto in cattive condizioni già al momento della confisca. Gli immigrati sono stati segnalati alla Prefettura di Frosinone, che valuterà se revocare loro i benefici dell’accoglienza. È chiaro che, se i ragazzi non obleranno la sanzione amministrativa a loro comminata, a questa si aggiungeranno gli interessi che si cumuleranno nel tempo: una pendenza che graverà vita natural durante sulle loro spalle, che non si estinguerà. Forse se i giovani avessero saputo, se a loro fosse stato spiegato da qualche “responsabile” che stavano commettendo un illecito, avrebbero potuto decidere di “integrarsi” alla comunità in maniera diversa. Sara Pacitto
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