(di Irene Mizzoni) Nel gioco del golf sono detti parkland i percorsi realizzati prevalentemente all’interno di zone boscose e con molta vegetazione. Sbagliamo a dire che la città di Sora è diventata un parkland? A nostro avviso, no.
Che in città ci sono “richiami” sempre più frequenti al golf, è facile da dimostrare. Oltre la vegetazione, che ormai cresce anche dove non dovrebbe, ora la beffa è che ci sono anche le buche!
In via Cadorna ad esempio
il marciapiede ha ceduto dando vita ad una profonda buca. Siamo in zona Via Napoli, a pochi passi da dove il governo De Donatis ha pensato di intervenire trasformando l’area, guarda caso, proprio a campo da golf.
Le polemiche sono in piedi da mesi. Si discute sulla opportunità di un intervento del genere, sulla utilità per la cittadinanza, sulla scelta rispetto ad altri interventi che sarebbero stati più alla mano, cioè più popolari e accessibili. Si discute sui costi (500mila o un milione?), sulla sostenibilità, sulla gestione. Insomma, sul progetto del golf pende un grosso punto interrogativo.
Nel frattempo quella buca nel marciapiede è e resta un pericolo per chiunque.
Sarebbe opportuno delimitarla, segnalando il pericolo. Meglio evitare che qualcuno ci finisca dentro. Meglio evitare che qualcuno faccia causa al Comune.
Suggeriamo agli amministratori comunali magari di continuare a fare pratica col golf, andando a guardare regole e prassi. Quando c’è una buca di troppo, si segnala con paletti blu o con linee bianche. Nel linguaggio del golf vuol dire che quello è… un terreno in riparazione.