Editoriale Sora – I sorani fanno “tana” all’amministrazione De Donatis!

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) Settimana piena di sorprese quella appena trascorsa in Comune. Una bagarre fatta di intrighi di palazzo e pettegolezzi di corridoio che se da una parte lasciano Sora smarrita, nel più totale abbandono, dovuto ad un’inerzia e ad un’incapacità senza eguali (leggi qui) della peggiore amministrazione che si ricordi a memoria d’uomo, dall’altra mostrano ciò che è diventato il comune e come è caduto in basso.

Dopo settimane di caccia al voto (anche da parte di alcuni esponenti politici del gruppo di De Donatis) per l’elezione dei rappresentanti sindacali dei dipendenti, vissuta nel palazzo e fuori come mai prima d’ora, venerdì si è arrivati allo spoglio. I risultati ottenuti fanno riflettere. Si riconferma primo sindacato indiscusso dell’Ente la Cisl, che conquista ben 3 rappresentanti (di cui uno con i resti) e vede come primo assoluto degli eletti (per la seconda volta) un suo candidato (il dipendente Giuseppe Lauro). Tante, però, le sorprese di contorno! Appare notevolmente ridimensionata la fiducia concessa ad Amedeo Cerqua (veterano rappresentante del CSA e Responsabile di P.O. di talmente tanti servizi da occupare ben due interi palazzi dell’Ente) che appare come il vero grande sconfitto di questa tornata elettorale, conquistando solo la quarta posizione (dopo Lauro, Lombardi e Vermiglio) a pari merito con Guida e Ciamberlano, che riconferma i suoi “fedelissimi” dodici voti di tre anni fa, senza vedere concretizzarsi altre parole e promesse. La maggioranza di De Donatis sembrerebbe aver fatto l’ennesimo flop, vedendo disattesi tutti i desiderata, espressi più o meno palesemente, dai propri “importanti” esponenti. Cosi, dopo lo scivolone delle provinciali, la disfatta delle regionali e la catastrofe del governo, i “vip” di maggioranza appaiono spianati anche in questa circostanza. “Chiara dimostrazione che gli attuali rappresentanti politici non hanno più neanche un voto, sia dentro il Comune che fuori. Ne hanno fatte troppe!!!” si dice in giro. Parole che dovrebbero far riflettere, in quanto chiara dimostrazione che il gruppo di governo non rappresenta più la gente, anche se qualche consigliere più furbo, sfruttando la vecchia tattica del doppio gioco per cadere sempre in piedi, avrebbe dimostrato di aver retto botta. Peccato che i giochi sono stati chiari a tutti fin dal primo momento e che le chiacchiere stanno a zero. Così, mentre cresce la consapevolezza dell’incapacità del fare e del decrescente consenso popolare che si schianta in picchiata verso il suolo, viene pubblicata la pianta delle Zone Franche e si apre un altro “giallo”. La città resta ammutolita nell’osservare la perimetrazione delle aree interessate, senza riuscire a spiegarsi l’inclusione di zone principalmente residenziali o montuose e l’esclusione di zone centrali già piene di attività commerciali. Perché un’operazione così chirurgica e certosina per alcune zone, tanto da includere “singole proprietà” o zone anche oggettivamente difficili da raggiungere, e totale trascuratezza per vie principali, già sede di tante attività commerciali? A prima vista, restano fuori strade importanti, tra cui si possono elencare (solo per nominarne alcune) via Roma, via XX Settembre, via Regina Elena, via Agnone, via Salceto, viale San Domenico, via Barca San Domenico, tutta via Romana Selva e gran parte di via Marsicana. Mentre si vedono incluse aree che mai si sarebbero pensate logiche da inserire o proficue per lo sviluppo della città. Anche questa cosa, per i cittadini ed i commercianti, sembra fatta alla rovescia e, nonostante le spiegazioni riportate sul sito ufficiale del comune di Sora, i dubbi restano. Speriamo che chi è deputato al controllo degli atti verificherà la correttezza del perimetro individuato ed evidenzierà eventuali discrasie che forse spiegheranno ciò che a noi oggi sfugge. Alessandro Andrelli
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