“Sono qui per voi”. Sembra gridarlo il fiume Cosa, tramite il potente scroscio delle acque in corrispondenza dello “Schioppo”.

La piccola cascata di Frosinone, un tempo luogo di socialità e di giochi di ragazzi. Oggi quel paradiso è lì, in pieno centro, a portata di mano. Ma è oscurato, come se la bellezza fosse qualcosa di cui vergognarsi a Frosinone. Per arrivare allo Schioppo, infatti, c’è un
percorso in cui bisogna dribblare le occasioni perse.Visto che quell’angolo
non è completamente fruibile per la cittadinanza. C’è la vegetazione incontrollata (che sfiora i due metri). Ci sono i tombini aperti, corredati dall’immancabile puzza di fogna. Ma se si ha l’ostinazione di cercarla in mezzo all’oblio, la bellezza a Frosinone c’è eccome. Spunta all’improvviso, togliendo il fiato, allo Schioppo. Lo hanno ricordato le associazioni e i volontari in questi anni. In primavera hanno spesso e volentieri
imbracciato decespugliatori e buona volontà per rendere fruibili gli accessi e godibile lo spettacolo della piccola cascata frusinate. Torneranno ancora a farlo. Ma le Istituzioni, invece? Miopi, evidentemente. Lì dove dovrebbero esserci aree passeggio, pic-nic, ragazzi che godono del sole primaverile a bordo cascata c’è l’incuria. La bellezza dello Schioppo continua a “scrosciare”. Un ruggito che qualcuno, prima o poi, dovrà pur sentire.
Alessandro Redirossi