(di Irene Mizzoni) Non un problema qualsiasi ma il problema dei problemi. L’ex Tomassi, il mostro che grava sulla città da anni, approda in consiglio comunale. Il sindaco è convinto di riuscire a realizzarci una cittadella della scuola e per questo ieri è stato proposto all’assise uno schema protocollo d’intesa tra Comune/Regione e MIT per la riqualificazione urbanistica. Molto critiche le opposizioni che hanno suggerito al primo cittadino di ridimensionare il suo sogno onirico e di ammettere che quanto promesso in campagna elettorale, semplicemente non si può fare. Ad oggi, la Cittadella è piuttosto una Cinderella, una Cenerendola della scuola.
Il sindaco ha illustrato il suo sogno al consiglio. Una scuola, il piano terra con negozi, il centro di arti performative, le torri trasformate in appartamenti per giovani: questa l’ex Tomassi del futuro immaginato da De Donatis. Per provare a realizzarlo, a suo parere, questo protocollo. Non un accordo di programma, ma un protocollo d’intesa. Ci è andato giù pesante Ernesto Tersigni: <<Il sindaco ci ha descritto una visione, la visione onirica – ha detto – Accordo di programma? Magari! Sarebbe stata tutta un’altra storia. Qui stiamo parlando di un protocollo d’intesa che vale più di una stretta di mano. Non ha valore giuridico. E’ un impegno scritto. Molto diverso sarebbe stato l’accordo di programma. Zero ragazzi, credetemi. Tutta una macchinazione per dire alla città “stiamo facendo”. Ma non stiamo facendo niente. Come fa questa Amministrazione a fare una cosa del genere se è incapace di fare cose molto più elementari? Una visione davvero onirica. I sogni sono belli, è vero. E’ un sogno però. Questa storia è cominciata male e finirà peggio – ha detto ancora Tersigni – La soluzione c’era con un privato ma il progetto doveva restare quello e forse oggi della Tomassi non ne parlavamo più. Qui ci si è messi in testa di fare una cittadella della scuola. Nessuna scuola comunale è in fitto; stiamo facendo una scuola di 900 ragazzi a Santa Rosalia, una scuola all’ex mattatoio, c’è un calo demografico in questa città e noi stiamo pensando di andare a rafforzare le strutture scolastiche quando le strutture scolastiche andranno in decremento! Al sindaco dico, la campagna elettorale è finita, voi non verrete più rieletti, io non mi candido più… disattendete le promesse. Questo privato locale s’impegni a fare quello che voleva fare l’altro provato perugino. In due anni verrà risolta la questione Tomassi. Il Comune di Sora prende i 2 milioni. Così non solo non si prenderanno quei soldi ma si spenderanno altri soldi per non avere nulla. Non si farà nulla. Lo dico ai cittadini: questo è un modo per perdere tempo e andare avanti. Il comune, aggiungo, dove spera di trovare i soldi per il co-finanziamento? Venti milioni di euro non ci sono. Sindaco, ridimensiona il tuo sogno!>>. Scettico anche il consigliere 5 Stelle Fabrizio Pintori che ha detto: <<Ci sono cose poco chiare nella delibera. Le società di trasformazione urbana (Stu) sono molto complesse. In quasi tutti gli enti in cui sono state proposte le Stu queste non hanno portato ai risultati previsti. Quello che lascia molto perplesso è che nell’accordo si prevede già che la Tomassi Mobili dovrà conferire nella società gli immobili. Il Tuel dice che bisogna fare una gara pubblica per scegliere gli azionisti. In questo caso non so come verrà scritto questo bando. Poi vorrei sapere cosa ne pensano le banche. In tutto questo discorso che volete fare mancano le banche che hanno delle ipoteche iscritte. Mi domando: la Tomassi avrà i fondi necessari per una perizia per sapere quanto valgono i beni conferiti? Non è che verrà a conferire un debito e non un valore? Mi lascia perplesso è anche che stiamo parlando di una società per azioni. Ma se vogliamo fare una cittadella della scuola la società di trasformazione urbana sarà in grado di generare un flusso tale che si genereranno degli utili? O sarà un’altra società che peserà sulle tasche dei contribuenti? Tutto questo risparmio va verificato. State per approvare una delibera sul “se”, “forse”, “vedremo”. Capisco che è un problema gigante per la città e capisco che una soluzione va trovata. Però la soluzione delle Stu è una soluzione molto complessa e che difficilmente otterrà i risultati sperati. L’unica cosa sicura è che il Comune si sta accollando dei costi, i costi di uno studio di fattibilità. Lo dico chiaramente: in campagna elettorale era stato chiaro. Se non si conosce la vicenda da punto di vista giuridico-legale e non si conosce la situazione degli immobili dal punto di vista strutturale, possiamo parlare di tutti i progetti che vogliamo ma lo dico chiaramente questo accordo è un tentativo di prendere altro tempo nei confronti della cittadinanza. Avevate dato per imminente un avvio di questa cittadella e poi ci si rende conto che le difficoltà ci sono. Cause in corso, ipoteche. Vi state incartando. Questa amministrazione non è in grado di portare in aula un testo completo di una delibera e volete utilizzare strumenti così complessi?>>. Perplesso anche il consigliere Valter Tersigni che ha posto questioni importanti e il dubbio principe. Le due società interessate, la Tomassi Mobili e l’Aros Spa sono in fallimento/in concordato preventivo, dunque come farebbero a cedere gli immobili che per legge devono comunque essere venduti per liquidare i creditori? <<Se leggo attentamente il parere dato dall’avvocato incaricato dal Comune – ha detto Valter Tersigni – vedo che questo parere contrasta con il contenuto della deliberazione e con l’accordo di programma. L’avvocato dice che allo stato, la procedura concordaria non può essere risolta, la Tomassi Mobili non può essere dichiarata fallita perchè è sdebitata dal concordato preventivo con cessione dei beni. Sostanzialmente – ha spiegato ancora Tersigni – la Tomassi non può essere dichiarata fallita, c’è stato un concordato preventivo con l’Aros come assuntore del concordato stesso e obiettivo del concordato è la cessione dei beni. Nel frattempo l’Aros è stata dichiara fallita (non può pagare i debiti ancora in sospeso). La procedura fallimentare e di concordato di Tomassi e Aros, dice l’avvocato, si trova in una situazione di stallo. E’ al vaglio del tribunale di Roma la richiesta di giudiziale della società Tomassi Spa di trasferimento di determinati beni da Aros Spa. Qui si dice che i beni immobili dovrebbero essere trasferiti alla società Aros, altrimenti non possono più tornare in possesso della Tomassi perchè la società Tomassi o viene posta in liquidazione e quindi nel caso i beni dovranno essere venduti, o se si fa seguito al concordato i beni devono essere ugualmente venduti. Quindi la Tomassi non tornerà mai più in possesso dei beni. Nell’accordo di programma viene tutto disatteso perchè nell’elencare le parti che partecipano all’accordo si dice Tomassi Spa, ma la Tomassi non potrà mai tornare in possesso dei beni. In delibera si dice che dovrà essere costituita una Stu dove la società Tomassi o Aros dovrà portare i beni ma io mi chiedo: se la Tomassi come può partecipare a questo accordo di programma? Nell’accordo c’è scritto che la società Tomassi Spa in liquidazione/concordato preventivo si impegna a conferire alla Stu gli immobili di proprietà. Ma come può la Tomassi sottoscrivere un protocollo d’intesa?>>.
