Anagni – Scuole San Giorgetto, caos e il traffico va in tilt (video)

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Il traffico all’interno del complesso scolastico di San Giorgetto è quotidianamente insostenibile, ma quando si presentano delle situazioni per fortuna occasionali, si va totalmente in tilt.

Lunedì pomeriggio, ore 16, suona la campanella per l’uscita della scuola dell’infanzia e primaria, in concomitanza con la riunione dei genitori al liceo. Il traffico va in tilt, per una serie di ragioni su cui ci si dovrebbe soffermare e riflettere. Il complesso scolastico di San Giorgetto comprende la scuola dell’infanzia, primaria e il liceo, al suono della campanella, sia per l’entrata che per l’uscita, è problematico trovare un parcheggio per prendere e lasciare i figli. Pur volendo lasciare la macchina fuori dal complesso scolastico, risulta abbastanza difficile parcheggiarsi ed accompagnare tra l’altro gli alunni delle elementari con gli zaini pesantissimi giù per la discesona e soprattutto risalire la strada alle ore 13. Il complesso è dotato di due entrate/uscite e fino a quando il cancello a valle era aperto, di problemi di intasamento di traffico non ce ne erano. Inspiegabilmente tale cancello da ottobre 2016 è chiuso. A niente è servito, nei mesi scorsi rivolgersi al Comune per farlo aprire, a quanto pare, il fatto che sia chiuso, dipende esclusivamente dalle scuole. Numerosi genitori stanchi di stare dai 10 minuti al quarto d’ora in fila per raggiungere l’uscita, vorrebbero almeno sapere il motivo per cui quel cancello resta chiuso e non si apre, permettendo di avere un traffico più scorrevole e soprattutto vorrebbero essere rassicurati sul fatto che in caso di emergenza la strada sia fruibile.  Lunedì giù al complesso scolastico sembrava la giungla, regnava il caos più totale. Come si può notare dal video, macchine parcheggiate sui marciapiedi, sulle strisce gialle riservate ai scuolabus, che ovviamente non trovando il loro posto si sono parcheggiati al centro della strada. Bambini che per salire sui pulmini sono stati costretti a fare lo slalom tra le macchine in coda e parcheggiate a casaccio. Si parla tanto di sicurezza, di incolumità, ma in caso di emergenza, un mezzo di soccorso come sarebbe arrivato sul posto? E se qualcuno, nell’interminabile coda avesse avuto bisogno di soccorso, imbottigliati come stavano, come sarebbe uscito dalla “trappola” in cui era rimasto chiuso? Anna Ammanniti
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