Un milione e seicentomila euro. Tanto il volume di affari stimato per la vendita di capi di vestiario e calzature con false griffe depositati in un capannone in via Mastruccia a Frosinone.
Questo mercato delle firme false era stato scoperto dai militari della Guardia di Finanza nel corso di indagini che puntavano a smantellare una organizzazione che dalla Campania trasportava vestiario e calzature con false griffe sul territorio ciociaro. I prodotti provenivano da Caserta, Napoli, Ercolano e Torre Del Greco. Cinque le persone che operavano sul capoluogo ciociaro e che sono state rinviate a giudizio con l’accusa di introduzione per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione. Due di questi soggetti sono stati giudicati con rito abbreviato mentre gli altri tre hanno chiesto di andare a dibattimento. Questi ultimi avrebbero sempre sostenuto di essere all’oscuro del fatto che quei prodotti provenivano da ditte specializzate nel falsificare le grandi firme. I capi di vestiario e le stesse calzature erano stati realizzati pensando ad un vero e proprio falso d’autore. Nel collegio difensivo gli avvocati Nicola Ottaviani, Pierluigi Taglienti del foro di Frosinone e Maria Rosa Maiesto del foro di Napoli. Alcune società rappresentative del marchio si sono costituite parte civile. Mar.Ming.
