(di Anna Ammanniti) Il voto del 4 marzo, anche nella città dei papi, ha sancito il trionfo del Movimento 5 Stelle: alla Camera dei Deputati, al Senato della Repubblica ed alla Regione il M5S è stato, infatti, il partito più votato a livello cittadino.
Se da una parte esultano gli elettori pentastellati, dall’altra parte il 4 marzo ha stabilito la netta sconfitta del Partito Democratico, indiscusso vincitore delle elezioni comunali del 2014, ma uscito da questa tornata elettorale con le ossa rotte. Si conferma il dato nazionale anche per la coalizione del Centrodestra, forte dell’accordo di quattro partiti, da cui emerge chiaramente il risultato eclatante della Lega. Ma vediamo nel dettaglio i numeri, relativi ai voti ufficiali riportati sul sito del Ministero dell’Interno. Il dato che spicca, ancora una volta, è sicuramente il “partito degli astenuti”: su 10800 elettori aventi diritto al voto, circa 4 mila non hanno usufruito del diritto, non andando a votare. Inoltre duemila schede annullate, hanno “falsato”, non poco, il risultato finale. Alla Camera si è piazzato al primo posto il M5S con 4368, seguito aalla Lega di Salvini con 2045 preferenze. Forza Italia al terzo posto con 1774 voti. Al quarto posto scivola il Pd con 1543 voti. Al Senato primo il M5S con 3893 voti, seguito dalla Lega con 1796 voti, Forza Italia 1739 e il Pd con 1532 preferenze. Alla Regione M5S ancora al primo posto del podio con 2733 voti, il Pd con 1630 voti, Forza Italia con 1505 e la Lega con 1067 preferenze. Dai risultati del 4 marzo è venuto fuori un quadro del rapporto popolo-politica che, ben lungi dall’entusiasmare, dovrebbe invece allarmarci. Risponde al “reale” orientamento dei cittadini verso una nuova politica o, piuttosto, è un segnale di “protesta” verso una proposta politica che ha deluso ed un cambiamento “vero” che ancora tarda ad arrivare? Prendendo i risultati delle regionali, viene evidenziato il fatto di migliaia di preferenze espresse nei confronti dei partiti e movimenti cosidetti “populisti”, sintomo che la maggioranza del popolo è stanca della “vecchia” politica ed ha desiderio di nuovo, di rinnovamento e soprattutto di un sistema con al centro dell’attenzione il cittadino e le sue esigenze piuttosto che a logiche di potere e di poltrone. Il flop di queste elezioni dei partiti “classici” ne è la prova. Il M5S e la Lega ottengono oltre 3800 preferenze, Pd e Forza Italia, insieme, sfiorano i 3 mila voti. Il quadro sulla governabilità che esce fuori dalle urne sarà sicuramente incerto e difficile, ma un dato è, invece, certo : la gente ha detto basta! E… sarà un bene per tutti che questo segnale venga raccolto. Anna Ammanniti
