Isola del Liri – I conti non tornano

Veronica Villa
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I conti non tornano al comune di Isola del Liri.

Nei piani alti di Via S. Giuseppe sono ore febbrili per la chiusura del bilancio di previsione 2018. Il documento non è stato ancora approvato dalla giunta comunale e molto probabilmente, visti i tempi tecnici, non si riuscirà a rispettare la scadenza del 31 marzo per l’approvazione da parte del consiglio comunale e si dovrà ricorrere ai “tempi supplementari” che decreterà il Prefetto di Frosinone. Un mancato rispetto anche di questi ulteriori termini comporterebbe lo scioglimento del consiglio comunale e l’arrivo del commissario prefettizio. Certo più che i tempi, che ancora ci sono tutti, a preoccupare sono i numeri che non tornano. I tagli alla spesa sono incompatibili con le “cambiali” elettorali da pagare e soprattutto con le esigenze di programmare le elezioni comunali previste per il 2019 e allora la soluzione sarebbe quella di confermare le entrate già previste, continuare con i recuperi degli anni pregressi, compresi i passi carrabili, e “inventarsi” nuove entrate. La solita politica: pagano tutti e ne beneficeranno solo gli “amici” . L’ultimo esempio è stato il mutuo acceso per il rifacimento del manto erboso dello stadio Nazareth quando sarebbe stato sicuramente più necessario e utile il rifacimento di qualche tratto di manto stradale. Oltre a quelli del bilancio però non tornano neanche i conti delle ultime elezioni regionali ed è questo forse a preoccupare di più Quadrini, padre e figlio. Il candidato sostenuto dall’amministrazione (sindaco, almeno quattro assessori su cinque compreso il vicesindaco, un consigliere provinciale più altri consiglieri comunali) e cioè l’ex assessore regionale Mauro Buschini ha raccolto “solo” 975 preferenze.  Sicuramente tante, ma pur poche rispetto alle forze messe in campo ed ancor più esigue rispetto ai circa 2.000 voti complessivi registrati a Isola Liri dal Partito Democratico alle regionali. Altro dato che preoccupa sicuramente gli inquilini di Va S.Giuseppe è il divario con il voto registrato alle politiche, dove il Partito Democratico si è attestato sulle 1.400 preferenze, ben lontano, quindi, dal dato delle regionali e con una coalizione di centro sinistra sempre terza, sia alla Camera che al Senato,  dietro al Movimento 5 Stelle e alla coalizione di Centrodestra a testimonianza di una disaffezione al partito di una delle roccaforti provinciali del PD. Certo la politica delle cene elettorali non paga più. E se ad una settimana dal voto, si mormora che furono circa 500 i commensali invitati dal Sindaco a cena per sostenere il candidato Buschini e tutto il Partito Democratico, allora i conti non tornano proprio e la preoccupazione è legittima. Molti, troppi, hanno cenato ma per il voto hanno fatto di testa loro. V. V.
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