Anagni – Scuola, Bassetta sul ricorso al Tar: ”Il Comune non ha dato seguito alla diffida ma…”

Anna Ammanniti
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L’ex sindaco Fausto Bassetta replica all ’avvocato Andrea Sartucci, incaricato dai genitori degli alunni del Primo Comprensivo della scuola di Finocchieto, di ricorrere al Tar contro il Comune.

Il ricorso presentato dai genitori riguardava lo stabile occupato attualmente dalle medie del Secondo Comprensivo. Attraverso il ricorso i genitori e non la dirigenza scolastica, l’organo più idoneo per avanzare delle richieste, chiedevano all’amministrazione comunale di trasferire alcune classi del Primo Comprensivo in quello stabile. Lo stesso è però occupato dagli alunni del Secondo Comprensivo, in cui sono ubicate sei classi. Dopo la presentazione del ricorso, l’allora amministrazione comunale guidata dal dott. Fausto Bassetta, aveva avviato dei lavori di ampliamento all’interno dell’edificio occupato dal Primo Comprensivo. Gli alunni in sovrannumero avevano trovato occupazione in due aule nuove, assicurando quindi agli alunni dei due Comprensivi spazi a sufficienza.  Ricordiamo che l’ente comunale è il proprietario degli edifici scolastici e in base all’esigenze valuta l’affidamento degli stabili. La sentenza del Tar risulta essere  in contraddizione tra la richiesta inoltrata attraverso il ricorso e l’azione intrapresa dall’amministrazione comunale. Di seguito la nota stampa del dott. Bassetta. “Replico volentieri alla nota dell’Avv. Andrea Sartucci, in quanto chiamato direttamente in causa per la mia “indifferenza”. Ed è doveroso rispondere sia per la singolarità dell’intervento pubblico da parte di un legale, peraltro parte in una causa ancora non definita, sia per la preoccupante tardività del medesimo intervento (ad un mese dalla pubblicazione della sentenza); forse incipit di una campagna elettorale che si preannuncia caotica e avvelenata. Per non annoiare il lettore e imbrigliarlo in considerazioni tecniche e intimorirlo con brocardi latini, sarò il più possibile telegrafico e, per correttezza, citerò i brani della sentenza. 1) L’Avv. Sartucci  si sente in dovere di intervenire pubblicamente, se non altro per la fiducia riconosciutagli da oltre 100 cittadini tra genitori ed insegnanti. Il ricorso è stato presentato da quattro persone che solo per il rispetto della privacy non citeremo (leggasi sent. Tar Latina, sez. I, 7 febbraio 2018, n. 43) 2) Il ricorso è stato presentato <<per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio-rifiuto serbato dal Comune di Anagni rispetto all’istanza notificata dai ricorrenti, via PEC, il 21 giugno 2017 contenente una diffida all’Amministrazione comunale di Anagni “a procedere al più presto – e comunque in tempo utile per l’inizio dell’anno scolastico 2017/18 – all’attuazione della Delibera n. 30/2016 tramite l’allocazione urgente delle aule dello stabile di Osteria della Fontana (San Cesareo) all’Istituto Comprensivo I”>>. Le aule non sono state allocate all’Istituto Comprensivo I, per precisa scelta dell’amministrazione, che ha consentito a entrambi gli Istituti Comprensivi di svolgere nell’anno scolastico 2017/2018 la loro delicata attività formativa, senza creare pericolose soluzioni di continuità o pesanti disagi all’utenza, agli insegnanti e agli altri operatori scolastici. Un’amministrazione, a differenza di un avvocato di parte, si deve preoccupare di tutti i genitori, studenti e insegnanti, senza discriminare in base al comprensivo di appartenenza. 3) Il tar di Latina ha <<Ritenuto che il ricorso introdotto con rito speciale ex art. 117 c.p.a deve ritenersi circoscritto all’obbligo da parte dell’ente comunale intimato di dare riscontro alla istanza presentata dal privato>> (cioè la cessione delle aule da parte del II al I  Istituto Comprensivo) 4) Il Tar Latina ha ritenuto <<che l’amministrazione – sia pure a seguito del ricorso – ha dato comunque seguito alla delibera n. 306/16, mediante ampliamento delle aule didattiche, come risulta dalla documentazione versata in atti>>. L’amministrazione, invece, ha predisposto una serie di interventi di ottimizzazione (già realizzati) e di ampliamento infrastrutturale (deliberato e programmato) che consentiranno ad entrambi gli Istituti Comprensivi, se portati a compimento, di garantire la rispettiva attività didattica nella zona di Osteria della Fontana, senza alcuna cessione di aule. 5) il Tar Latina ha disposto <<che le spese di giudizio, quantificate in dispositivo [<<Condanna il Comune di Anagni al pagamento delle spese di giudizio che liquida nella somma complessiva di €. 500,00 (euro cinquecento/00), oltre oneri di legge>>], sono poste a carico dell’amministrazione intimata, avendo il Comune di Anagni dato seguito alla diffida 21.6.2017, soltanto successivamente alla notificazione del presente ricorso>>. E qui il Tar Latina si contraddice clamorosamente, in quanto l’amministrazione comunale non ha dato seguito alla predetta diffida che ha introdotto il giudizio amministrativo (si veda il punto 1), ma ha percorso un’altra, più ragionevole strada, non allocando aule, ma realizzando nuovi spazi didattici e programmando un intervento molto più importante: l’ampliamento del sito scolastico. 6) “Paventare allo stato un’impugnativa del provvedimento dinanzi al Consiglio di Stato è un’affermazione preoccupante che denuncia un atteggiamento difficilmente condivisibile che porrebbe a carico dei cittadini i costi di una rivendicazione di principio la cui apprezzabilità, in conclusione, non può che lasciarsi ai lettori”. Appunto, lasciamo ai lettori l’apprezzabilità di un ricorso al Tar presentato strumentalmente e al solo fine di acuire i contrasti tra i due Istituti Comprensivi che, comunque, ha già portato ai cittadini costi inutili e anche la beffa delle spese di giudizio, addebitate con una motivazione che ognuno può liberamente apprezzare. 7) Tutti possono leggere la sentenza del Tar Latina sul sito www.giustizia-amministrativa.it, inoltre possono leggere le altre deliberazioni sull’argomento sul sito del comune www.comune.anagni.fr.it, tra le quali la DGC n. 298 del 2 novembre 2017, che ha completamente superato la delibera di cui si è chiesta l’inutile e tardiva attuazione. 8) Non so se l’Ente impugnerà la sentenza del Tar Latina e, soprattutto ed è quello che più interessa alla cittadinanza (al di là delle dotte disquisizioni giuridiche), se potranno essere realizzati i lavori di ampliamento del plesso scolastico di Osteria della Fontana.” Anna Ammanniti
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