Le armi appartenevano a due cacciatori deceduti e gli eredi non avevano idoneo titolo per la detenzione. Inoltre altre tre espulsioni: l’attività è stata coordinata dall’Ufficio Immigrazione della Questura, in sinergia con i Commissariati.
Sequestrati dalla Polizia di Stato altri due fucili: le armi appartenevano a due cacciatori deceduti e gli eredi non avevano idoneo titolo per la detenzione. Se l’erede non è titolare di porto d’armi, ricorda il Primo Dirigente dr.ssa Antonella, a capo della Divisione Amministrativa, lo stesso dovrà obbligatoriamente provvedere alla segnalazione all’Autorità di P.S. o ai Carabinieri, che prenderanno le armi e daranno all’erede un termine per acquisire il nulla osta all’acquisto (o una licenza di porto d’armi) per poter detenere legalmente egli stesso le armi; ovvero potrà trasferire le armi ad un soggetto legittimato (titolare di licenza di porto d’armi) entro un termine stabilito. L’erede potrà anche scegliere di destinare le armi per la distruzione. Inoltre altre tre espulsioni: il provvedimento è stato emesso per un argentino, un bengalese ed un egiziano. I reati per i quali erano stati detenuti vanno dalla violenza sessuale – per due di loro – al danneggiamento con minaccia e resistenza a Pubblico Ufficiale.
