(di Ilia Ciuffetta) Nonostante la neve, ieri sera al teatro Nestor di Frosinone è andata in scena una delle più divertenti commedie di Carlo Goldoni “ la Bottega del Caffè”.

In altro miglior modo non poteva essere definito il pubblico di ieri sera che, nonostante i disagi causati dalla neve, ha preso posto nella platea del
Teatro Nestor di Frosinone permettendo così la messa in scena della Commedia goldoniana “
la bottega del caffè ”.
Considerata una tra le più importanti nonché divertenti commedie di Carlo Goldoni, ne mette in risalto oltre che la simpatia e goliardia dell’autore, anche e soprattutto i lati positivi e negativi della borghesia del tempo.
Ambientata in una carnevalesca Venezia la storia, rappresentata dalla bravura degli artisti della
Compagnia del Teatro degli Incamminati, si svolge in una bottega del caffè, luogo di ritrovo di avventori abituali ma anche di passaggio.
Collocata al centro di una piazza e circondata da edifici, è nella semplicità di un luogo che Goldoni infatti, riesce abilmente ad intrecciare tutte le dinamiche dei personaggi a cui ha dato vita.

Dal caffettiere Ridolfo, padrone di bottega di cui ne esalta l’efficienza e la bontà, in quanto si sta prendendo a cuore la sorte del giovane mercante di stoffe Eugenio che, per colpa del gioco delle carte ha perso quasi tutto con Flaminio, un giovane torinese che si spaccia per nobile.
Alle mogli Vittoria e Placida, unite entrambe dalla disperazione per i mariti: la prima infatti, che cerca invano di farlo recedere da quel vizio dispendioso e l’altra, che da Torino a Venezia per far rinsavire il marito e travestita da pellegrina ignora la nuova identità assunta dal marito e viene nel frattempo esposta alle insidie di Don Marzio. La coloreria goldoniana poi fa di questo Don Marzio, nobile decaduto napoletano, quel divertente deus ex machina che prova piacere a frapporsi tra le mogli che vogliono riportare sulla retta via i mariti.
I tranelli di don Marzio e del bischero Pandolfo dunque, troveranno nel caffettiere Rodolfo un valoroso oppositore che, oltre ad aprire gli occhi ai due giovani Eugenio e Flaminio, riuscirà a farli ricongiungere con le mogli.
Come si dice: tutto è bene quello che finisce bene.
Soprattutto quando i “lieto fine” erano due. Proprio così: all’uscita dalla sala infatti, i temerari presenti si sono ritrovati nel bel mezzo di una nevicata!
E quale allora se non uno dei migliori finali di questo?!
Ilia Ciuffetta