Editoriale – Neve in Ciociaria… quando la Terra torna a respirare!

Alessandro Andrelli
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(di Ester Evangelisti) Ieri la neve ha coperto la città. L’ha vestita di bianco, purificata, l’ha resa migliore, bella come una sposa. Ieri la neve ha coperto la nostra terra, l’ha messa al riparo e nel silenzio ha portato via il suo dolore. Ieri il mondo s’è fermato.

Il silenzio ha avvolto la terra quando quei piccoli fiocchi hanno iniziato a scivolare giù, a rotolare nell’aria seguendo traiettorie diverse. Ieri il mondo s’è fermato e tutti l’hanno osservato con il naso arrossato rivolto al suo punto più alto: quel cielo bianco che sembrava spolverare le sue nuvole, che dava vita a quella dolce e incessante discesa di fiocchi sulla terra. Solo al forte, rumoroso, sorriso della vita era concesso di stracciare quel silenzio. La neve, infatti, dona al mondo la capacità di piegare i suoi angoli all’insù, di farlo sorridere. Lo purifica, lo rialza, e gli copre tutte le ferite, lo sprona a credere ancora nella bellezza. Ieri, questo è successo: la nostra terra ha ricevuto la possibilità di un sorriso, ha ricevuto la possibilità di coprire le sue ferite. Ieri la nostra terra era bellissima vestita di bianco come la più pura delle spose. Si è coperta e si è scrollata di dosso quel dolore che la sovrasta, l’ha buttato giù, sotterrato sotto centimetri di manto bianco, puro, che le ha dato la possibilità di chiudere gli occhi e tornare a respirare. Si è addormentata sotto quella coperta bianca che non le ha lasciato pensare, per un giorno, al dolore che le buttiamo addosso, a quanto la lasciamo soffocare, al suo bisogno immenso di aprire i polmoni e respirare, lasciarci respirare. Respirare È quello che abbiamo fatto tutti ieri: abbiamo respirato con forza, quasi fino a sentire i polmoni bruciare, quasi a volerla trattenere in noi quell’aria pulita e fredda, che punge il viso e lascia addosso la sensazione di vita. Ieri quella neve si è posata, con delicatezza, anche su di noi. Ci ha sfiorati come una carezza e, come le mani sapienti di una madre, ha pulito i nostri occhi increduli, li ha coperti dal dolore, dalle immagini distruttive che ogni giorno siamo costretti a guardare Ieri quella neve ha dato anche a noi la possibilità di coprire quelle ferite che ci portiamo dietro, la possibilità di tornare a respirare la vera vita. Forse domani, quelle ferite, torneranno in superficie, come già inizia a fare la pelle verde del mondo che si fa spazio tra la neve, ma, per una volta, quel silenzio naturale ci avrà fatto sorridere e ridato il dono del respiro vero e puro. “La neve e il suo magnifico silenzio. Non ce n’è un altro che valga il nome di silenzio, oltre quello della neve sul tetto e sulla terra.” Erri De Luca. Ester Evangelisti
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