Roma – Il Governo dell’onestà, come sconfiggere la corruzione (video)

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Il Governo dell’onestà, il convegno per promuovere l’onestà e contrastare le illegalità, queste le parole del discorso introduttivo di Tiziano Treu, presidente del Cnel ed ex Ministro del Lavoro. Come le istituzioni, le imprese e i cittadini possono sconfiggere la corruzione e il malaffare e dare un futuro al paese.

La corruzione è uno dei mali più intrinsechi nella nostra società, è un fenomeno mondiale pervasivo e invasivo, è un reato che in Italia ha un fatturato di 150 milioni di euro al giorno. Come si può combattere la corruzione in ambito della pubblica amministrazione ma anche in quella privata? Innanzitutto con le denunce, facendo inoltre attività di prevenzione e repressione e sicuramente fare appello a quell’etica che nella cultura di ogni singolo cittadino dovrebbe essere ben radicata.  Già dalle scuole elementari andrebbe insegnato che l’onestà non è un requisito, ma fa parte dell’etica dell’essere umano. La corruzione è un reato seriale, è uno stato, un modo di pensare, un modo di essere. Quale occasione migliore per discutere un tema così delicato se non al convegno “Il Governo dell’onestà”? L’incontro organizzato dall’associazione Konsumer Italia e dalla rivista giuridica Nova Itinera, con la presenza di magistrati, avvocati, politici, imprenditori e associazioni, si è svolto venerdì 23 febbraio presso la prestigiosa sede del Cnel. Ospiti illustri tra cui il presidente del Cnel Tiziano Treu, il presidente Piercamillo Davigo, il procuratore Fausto Cardella, l’onorevole Walter Verini, gli assessori della Città di Roma Giuseppina Montanari e Flavia Marzano, il presidente del gruppo Acea Luca Alfredo Lanzalone, il magistrato Michele Ruggiero.  Al convegno si è discusso delle normative in materia di corruzione, di sanzioni penali, di cultura sociale, elementi non ancora sufficienti a far fronte a un problema che, negli ultimi anni, non ha trovato soluzione ed ha visto un progressivo rallentamento dell’attenzione sull’argomento. Sono emerse divergenze in merito al tema della denuncia anonima per il comparto pubblico; il presidente Piercamillo Davigo, insieme al vicepresidente della Camera penale di Roma, Vincenzo Comi, si è detto fortemente contrario, mentre il procuratore Cardella ha ipotizzato che possa rappresentare un mezzo efficace: “Ciò che manca davvero nel nostro paese è la sanzione sociale ed una legge che, in luogo di sanzionare alla stessa maniera il corrotto ed il corruttore sia invece premiante per chi denuncia”. Il presidente della seconda sezione penale della Suprema Corte di Cassazione, Piercamillo Davigo ha dichiarato: “Per far fronte alla corruzione ci vogliono sostanzialmente due cose: le operazioni sotto copertura e un fortissimo diritto premiale, ovvero degli sconti di pena per chi parla e racconta tutto, che in questo modo diventa onesto per necessità. Il nostro paese ha firmato la convenzione ONU di Merida che impone le operazioni sotto copertura, per cui l’Italia ad oggi è nettamente inadempiente. Chi parla di questioni etiche che impedirebbero l’adozione delle operazioni sotto copertura per scovare la corruzione non sa di cosa parla.  È frequente, infatti, che degli infiltrati comprino della droga da uno spacciatore per far emergere un traffico di stupefacenti e reprimerlo. È un metodo efficacissimo per far fronte a questo genere di reato. Qual è la differenza con la corruzione? Certamente la mancanza di volontà politica”. Anna Ammanniti
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