Il quarantacinquenne di Alatri ha avuto serie difficoltà e se l’è cavata solo grazie all’aiuto di un familiare e dei passanti. Nel 2018 non dovrebbe accadere che persone con disabilità si sentano inferiori e che debbano contare sull’aiuto di persone di buon cuore quando c’è la legge a tutelare i loro diritti.

Tuttavia non è sempre così, non lo è stato, ad esempio, sabato scorso a Frosinone presso la locale stazione dei treni, dove un uomo di 45 anni che deambula con i bastoni si è trovato di fronte a grandi problemi di mobilità. “
Innanzitutto– ci ha raccontato il malcapitato-
ho chiesto informazioni qualche giorno prima sul servizio di assistenza alle persone con mobilità ridotta presente sul sito delle ferrovie e gli addetti alla stazione mi hanno detto di prenotare entro 12 ore prima del viaggio tramite un call center dedicato. Peccato, però, che a quel numero ho chiamato decine di volte senza successo. Confidando nella buona sorte sono andato in stazione lo stesso e mi sono reso conto che il problema non era solo salire sull’Intercity, notoriamente molto più alto dei treni regionali, ma anche raggiungere il mio binario.
La stazione, infatti, come recita anche il sito, è dotata di percorso accessibile ai disabili solo fino al primo binario! Per raggiungere il secondo, quindi, ho dovuto scendere e poi risalire le scalinate, facendo il sottopasso, e ho rischiato di non fare in tempo, oltre a stancarmi molto. Comunque tutto è andato bene grazie all’aiuto di mia sorella e degli altri passeggeri, compreso il controllore. Ringrazio tutti ma non dovrebbe essere così la vita di un disabile, appesa alla bontà degli altri. Se la mobilità è un diritto- ha concluso l’uomo
– vorrei che fosse fatto quel minimo che la legge prevede, almeno in un capoluogo di provincia!”. Una volta tornato a casa l’uomo ha preso carta e penna, anzi mouse e tastiera ed ha scritto una email ad RFI e anche al sindaco per chiedergli un intervento a garanzia delle persone disabili.
Andrea Tagliaferri