Anagni – I motivi della fine dell’amministrazione Bassetta, spiegati da Carlo Marino

Anna Ammanniti
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Carlo Marino esponente dell’opposizione cittadina, commenta la fine dell’amministrazione comunale guidata da Fausto Bassetta. Quattro anni senza un’opera pubblica iniziata, quattro rimpasti di Giunta. Ecco la nota stampa.

<<Ho aspettato qualche ora prima di commentare la decadenza di Bassetta, l’ho fatto per rispetto della città, ma anche per evitare di gettare nel calderone delle polemiche e considerazioni che invece ritengo importanti, soprattutto alla luce delle dichiarazioni di Bassetta durante i “saluti alla città”. Come succede ormai da  quattro anni, l’ex sindaco punta il dito sugli altri senza mettersi mai in discussione, se non in modo molto velato, dice: “Forse ho commesso qualche errore.” Forse! Aveva una maggioranza granitica che si è andata prima logorando e poi frammentando sin dal Consiglio di insediamento. Non ha mai avuto una visione a lungo termine della città, ma ha sempre navigato a vista. Ad Anagni non c’è una opera pubblica iniziata, infatti quando dice abbiamo lavorato per 4 anni proprio non riesco a capire a cosa si riferisca. Forse alle autorizzazioni date all’aumento delle tariffe di Acea o agli impianti di incenerimento o stavano lavorando durante le conferenze dei servizi, disertate in Regione. Ha cambiato Giunta 4 volte in nome di equilibri che vedeva solo lui, ricordando agli amici che amano il calcio,  gli equilibri di Cooper che portarono alla cessione di Ronaldo. Ma l’aspetto più divertente lo ha evidenziato quando ha dichiarato che Anagni farà un salto nel buio ora che non ci sarà più lui. Ha provato a portare Anagni sull’orlo di un commissariamento lungo un anno e mezzo, cercando con la sua profetica competenza cavilli burocratici sul Testo Unico. Ha distrutto un Ufficio Tecnico con un responsabile a scavalco solo per tirare la volata al sindaco di Ferentino, fregandosene dello sviluppo e delle opere della “sua” città. Ha azzerato il confronto democratico in città a colpi di querele, tutte archiviate per altro. Insomma, un Sindaco, che sono sicuro,  Anagni non rimpiangerà. E se qualche radical chic vorrà spostare l’attenzione sui massimi sistemi, sull’ideologizzazione dell’amministrazione di una città di 21 mila abitanti o su vicende giudiziarie che nulla hanno a che fare con le cose concrete, beh sarebbe un mero esercizio stilistico che servirà a niente se non all’autocompiacimento. Quello che io dal maggio 2014 chiamo onanismo intellettuale e elettorale>>. Anna Ammanniti
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