(di Alessandro Andrelli) “Vota Anto’…vota Anto’….vota Anto’… Italiano!!! vota Antonio La Trippa!” urlava Totò con un megafono da una finestra, nell’indimenticabile film Gli Onorevoli.
Allo stesso modo, strillando “Vota X…”, “Vota Y…” e “Vota Z…“, i rappresentanti della maggioranza, con De Donatis in testa, chiedono di votare il proprio “Antonio La Trippa” di turno. Senza ritegno politico e senza amore per la città, il gruppo di governo continua imperterrito ad ingannare i sorani. Il più bravo in questo giochetto è De Donatis che per portare un riscontro “dovuto!” a Schietroma, a Nencini ed al partito, continua a “sparare” cifre da capogiro sulle scuole, dimenticando, però, (stranamente!) di dire tutta la verità. Così, come è suo solito fare, si auto acclama per il prossimo arrivo di 1 milione e 750mila euro di finanziamento complessivo alle scuole, senza chiarire ai sorani che gli stanziamenti sono derivati da una procedura messa in piedi dall’amministrazione Tersigni e che erano praticamente scontati a fronte dei risultati delle verifiche tecniche eseguite ed attestanti l’evidente criticità degli immobili scolastici considerati. Per non parlare della scuola innovativa di Renzo Piano che lo vede da mesi pavoneggiarsi tra sopralluoghi, incontri, fotografie ed articoli a tutta pagina. Peccato che nessuno ha spiegato chiaramente alla gente che l’iniziativa, tanto decantata da De Donatis, impiegherà 6,8 milioni di euro (presi dalle tasche degli italiani!) per costruire un edifico in legno, con copertura a terrazzo, che ospiterà soltanto 8 classi. In pratica, facendo una semplice divisione, ogni classe costerà in media ai cittadini 850mila euro. A fronte di tale cifra da capogiro, ci si chiede che tipo di legno sarà mai impiegato per spendere tanto nella realizzazione di quest’opera prima. Di certo l’importo appare davvero esorbitante in un momento storico che vede Sora bisognosa di tantissime cose di ben altra natura e l’Italia intera chiamata ad affrontare altre difficoltà e priorità quotidiane. È bene ricordare, poi, che tale sperimentazione dovrebbe essere eseguita su un sito che, pur essendo di proprietà del Comune di Sora, non risulta essere nella disponibilità dello stesso. L’area, infatti, risulta occupata dal mattatoio comunale che, da tempo immemore, eroga un servizio pubblico non solo ai cittadini sorani ma anche gli abitanti di un ben più vasto territorio. Si dice che, prima di partire con il progetto di Renzo Piano, sarà necessario costruire un nuovo mattatoio dal costo presunto di 800mila euro. Dove troverà questi soldi De Donatis? Farà forse un altro mutuo che si aggiungerà ai tre (quello per far giocare i sorani a golf, quello per riasfaltare due o tre strade e quello per Parco Santa Chiara) già contratti e che hanno indebitato Sora per i decenni futuri? Non è dato saperlo! L’unica cosa certa è che tutta l’operazione sembrerebbe costare 7milioni e 600mila euro. Una cifra davvero poco sostenibile sia da un punto di vista tecnico/amministrativo sia logico, soprattutto se si alzano gli occhi al cielo e si osserva lo spettro dell’ex Tomassi che, decadente e piena di rifiuti, resta solo oggetto delle tante promesse elettorali fatte e nel nulla concretizzate. E mentre il sindaco, accanto a tutto questo sfacelo reale e alle favole raccontate alla gente per recuperare qualche voto per il PSI, continua a vendere Sora a Cassino pur di restare seduto ben saldo sulla sua sedia (chissà perché proprio non la vuole mollare?), Lino Caschera diventa il manovratore di una politica subdola, volta ad affossare ancora di più la città. È lui il vero capo della federazione di Forza Italia, è lui il vero referente di Abbruzzese. Ha piazzato la sua fedelissima Veronica Di Ruscio a fare il candidato-staffetta “raccogli voti” per Ciacciarelli, sta usando quelli dell’acquario per racimolare maggiori consensi, andrà a sedersi, alla fine, al tavolo di Abbruzzese per pretendere quanto a lui solo dovuto per il supporto fornito. Si dice, infatti, che Lino Caschera, famoso per le sue mille facce politiche (con Di Stefano, con Tersigni, con Di Carlo, con De Donatis ed ora con Abbruzzese) sarebbe pronto ad “affogare“ nell’acquario, alla prima occasione, tutti gli altri componenti della federazione. Chi tradisce una volta tradisce sempre e tradisce chiunque, anche la propria terra ed il proprio popolo, che gli ha creduto e gli ha dato fiducia. Povera Sora! Davvero, ed ancora una volta, povera Sora! Così alla fine di tutto questo grande e triste marasma sorge spontanea una domanda… ma chi paga la campagna elettorale di Veronica Di Ruscio? Forse Lino che per il 2015 dichiarava 240 euro lordi anno, o Mosticone e la Castagna che dichiaravano 0 euro lordi anno, o De Gasperis che ne dichiarava poco più di 5mila o ancora la Di Ruscio stessa che stava intorno ai 15mila sempre lordi e sempre annui? Forse nel 2016 questi componenti dell’acquario hanno guadagnato talmente tanto da potersi permettere una campagna elettorale regionale? Nessuna risposta!, perché tutti i soggetti interessati per il 2016 non hanno ottemperato alla legge dello stato ed alla Carta di Pisa e non hanno reso pubblico il proprio reddito, così come il sindaco e tutti gli altri consiglieri ed assessori di maggioranza. C’è chi ridendo dice che la campagna elettorale non costerà loro nulla perché ci sono gli 11.000 voti che i sorani erano pronti a dare a chi ha parlato tanto senza mai dire niente e che nessuno ha voluto candidare. Povera Sora! Davvero povera Sora! Noi, raccontando la verità, informiamo il popolo delle tante mancanze, dei fatti non veri e delle evidenti illegittimità di questo gruppo di governo inclassificabile… poi a giudicare siete voi! Alessandro Andrelli
