Il piccolino di solo 4 anni, affetto da leucemia linfoblastica acuta, una forma di tumore piuttosto aggressiva, è stato curato con la terapia genica.
La terapia genica sfrutta il sistema immunitario per riconoscere le cellule tumorali e distruggerle. È la prima volta che accade in Italia, è il lavoro che hanno fatto i medici e i ricercatori dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, manipolare geneticamente le cellule del sistema immunitario per renderle capaci di riconoscere e attaccare il cancro. I linfociti del piccolo paziente, affetto da leucemia linfoblastica acuta, sono stati dunque manipolati e reindirizzati contro il bersaglio tumorale, nel midollo non sono più presenti cellule leucemiche. L’importante risultato è stato raggiunto grazie a uno studio accademico, arrivato dopo tre anni di lavoro e sperimentazioni, promosso dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC), dal Ministero della Salute e dalla Regione Lazio. Il bambino di solo 4 anni, aveva già avuto due ricadute di malattia, la prima dopo trattamento chemioterapico, la seconda dopo un trapianto di midollo osseo da donatore esterno. La terapia genica consiste nell’estrarre da un campione di sangue del paziente i linfociti T, particolari cellule del sistema immunitario. Dopodiché i linfociti T vengono coltivati in laboratorio, poi si utilizza un virus per trasportare all’interno dei linfociti T un gene con le istruzioni per identificare le cellule tumorali e distruggerle. Il preparato viene infine infuso nel paziente e si attende che il sistema immunitario provveda a contrastare la malattia. Ora il bambino sta meglio ed è stato dimesso dall’ospedale. I medici hanno spiegato che è in remissione e che sono quindi assenti cellule tumorali nel midollo. (foto web) Anna Ammanniti
