Frosinone – Sanità: lista di attesa infinita e nessuna risposta, la disperazione di un pensionato

Anna Ammanniti
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Un pensionato del capoluogo di provincia, denuncia un episodio che sta vivendo da ben due anni a cui nessuno può dare una risposta precisa. Una situazione che, se non fosse così grave e drammatica per le questioni di salute dell’uomo, si potrebbe paragonare a  un film, a una rappresentazione teatrale e anche una delle migliori, per la sua “comicità”.

L’uomo, un militare in pensione, invalido per servizio e beneficiario della legge 104 e con l’assegno di incollocabilità, equiparato a grande invalido di guerra, ad ottobre del 2016 protocolla presso la Asl di Frosinone una prestazione fisioterapica posturale di gruppo e un’ elettrostimolazione alla gamba, ad oggi è ancora in attesa di essere chiamato. Dopo innumerevoli richieste di spiegazioni, il pensionato ha chiesto l’accesso agli atti, che gli è stato negato, chiamando in causa la privacy. Il pensionato ha presentato la ricetta compilata dal suo medico, in cui l’erogazione doveva  essere effettuata con priorità indicata nella stessa ricetta allegata all’articolo con la lettera D. La lettera D indica le prestazioni differibili, di prima diagnosi, da erogare entro 30 giorni se si tratta di visite o entro 60 giorni se si tratta di esami strumentali. Se consideriamo che la richiesta è stata presentata ad ottobre del 2016 e ci troviamo attualmente a gennaio del 2018 la questione lascia molto perplessi. Il pensionato ha diritto alla prestazione? L’uomo con un’esenzione SO1, ha seguito l’iter necessario per ottenere il servizio e l’azienda sanitaria dovrebbe almeno fornire una risposta. Il malato ha diritto alle prestazione, se le liste di attesa sono troppo lunghe si deve procedere all’individuazione della struttura pubblica o privata convenzionata in grado di erogare la prestazione entro i tempi massimi stabiliti. Questo è il diritto alla sanità di ogni singolo individuo. Il malato ha diritto alle prestazioni mediche entro tempi certi, lo stabilisce la legge. In un decreto legislativo del 1998 la  legge stabilisce il diritto del cittadino a conoscere la data entro cui avverrà la visita medica o l’esame diagnostico nonché il tempo massimo di attesa. Se la prestazione non può essere garantita entro i tempi massimi garantiti per legge (di 30 giorni per le visite specialistiche e di 60 giorni per gli esami diagnostici), il malato può pretendere che la medesima prestazione sia fornita dal medico privatamente, senza costi aggiuntivi rispetto al ticket già pagato. Dopo una serie di vicissitudini, il pensionato ha scritto al responsabile regionale Valentino Mantini, al presidente della Regione  Nicola Zingaretti, al difensore garante della privacy, alla Procura della Repubblica di Frosinone, ricevendo risposta dalla Procura di presentarsi alla forze di polizia. Auspichiamo un chiarimento al più presto in modo da “tranquillizzare” l’uomo. (foto web) Anna Ammanniti    
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