“La minaccia che viene nel Lazio intero alla tenuta delle legalità dinnanzi al diffondersi di forme diverse di criminalità organizzata può essere mortale”. Lo afferma il procuratore generale della Corte d’Appello di Roma, Giovanni Salvi- si legge sull’Ansa – nel corso del suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Un intervento del Governo e al Csm “a favore delle grandi corti di appello” in tema di organici è stato auspicato dal presidente della Corte di Appello di Roma, Luciano Panzani. “E’ maturo il tempo per avviare un grande progetto per una nuova e moderna sede degli uffici giudiziari della Capitale, la sede più grande o tra le più grandi d’Europa”, ha sottolineato il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini. “La ricerca del consenso sociale non è il nostro compito né il nostro fine”, ha detto il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, nel corso del suo intervento. (Fonte: Ansa) A Reggio Calabria in occasione dell’anno giudiziario, così il procuratore nazionale Antimafia: La politica non accetti i voti dei mafiosi. Il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho è entrato a gamba tesa nella campagna elettorale. Lo ha fatto da Reggio Calabria all’inaugurazione dell’anno giudiziario, presente il ministro dell’Interno Marco Minniti. De Raho a chi si candida alla guida del Paese ha chiesto di fare di più “nei confronti della criminalità organizzata”. Dalla cerimonia di Milano viene l’allarme per il terrorismo islamico perchè ‘lo stato della minaccia terroristica jihadista rimane assai elevato in Italia’. (Fonte: Ansa) La cerimonia d’inaugurazione è stata occasione per lanciare l’allarme per abuso di social, baby gang e femminicidi. “L’abuso dei mezzi di comunicazione e degli strumenti di partecipazione sociale messi a disposizione della Rete costituisce un fenomeno crescente e preoccupante”. Lo afferma il primo presidente della Cassazione Giovanni Mammone, che nella sua relazione per l’anno giudiziario, osserva che “da un lato è violato il diritto della collettività ad essere informata in maniera corretta, dall’altro sono messi in moto meccanismi di diffusione sociale delle notizie che possono arrecare anche inconsapevolmente danni a soggetti terzi”. Il fenomeno, osserva Mammone, “può essere contrastato validamente oltre che con le tradizionali forme di tutela giudiziaria, con la prevenzione, contrastando l’abuso prima che si realizzi il danno. Deve pertanto aumentare la consapevolezza degli utenti circa i pericoli della disinformazione e deve incrementarsi mediante un appropriato monitoraggio la conoscenza delle fonti di abuso”. “Allarmante il fenomeno delle aggressioni violente e immotivate messe in atto da giovanissimi a danni di coetanei”. “Si tratta di vicende che non solo impegnano la polizia giudiziaria e la magistratura ma che coinvolgono le famiglie, i servizi sociali e gli enti incaricati della tutela delle vittime…”. “Di notevole allarme sociale il fenomeno del cosiddetto femminicidio, che indice della persistente situazione di vulnerabilità della donna e di una tendenza a risolvere la crisi dei rapporti interpersonali attraverso la violenza”. (Fonte: Rai News)
