(di Ester Evangelisti) Chi sono questi candidati presidenti? Oggi sono sei i candidati alle nuove elezioni regionali. Tutti conosciamo i loro nomi, tutti ne abbiamo sentito parlare, tutti li abbiamo visti almeno una volta in televisione, ma alla fine… sappiamo realmente chi sono?

Nicola Zingaretti
Classe ’65, politico italiano e già presidente della Regione Lazio dal 2013. Si attiva nella politica già all’età di diciassette anni tra i fondatori dell’associazione di volontariato antirazzista “Nero e non solo”. Possiamo affermare quindi che la politica lo accompagna nella vita. Occhi scuri e calmi, e viso bonario lo contraddistinguono in ogni foto su giornali ed internet. Sulla sua pagina Twitter si descrive affermando di lavorare “con una convinzione: usare innovazione e trasparenza per migliorare la vita delle persone.” Buon proposito! Chissà se anche quest’anno le persone gli lasceranno tra le mani la loro fiducia, chissà se riuscirà ancora a portare avanti le sue convinzioni…
Roberta Lombardi
Dalla parte del Movimento 5 Stelle troviamo
Roberta Lombardi: nata ad Orbetello nel 1973, ottiene la laurea in giurisprudenza presso la Sapienza. Oggi, oltre ad essere una politica italiana è anche una giovane mamma di due bambini. Ex presidente del gruppo parlamentare del Movimento ne entra a far parte fin dalla sua fondazione. Volto pulito ed intraprendente, in uno dei suoi ultimi post su Facebook afferma di credere che “questa Regione meriti altro” e ci invita a scegliere da che parte stare, liberamente. “Scegliete, perché poi non potrete lamentarvi!”.
Stefano Parisi
Il candidato presidente del centrodestra è
Stefano Parisi: nato a Roma nel 1956, ottiene la laurea in Economia e Commercio presso la Sapienza. Appassionato di politica sin da ragazzo, diventa negli anni Settanta vicesegretario del Nucleo universitario socialista di Roma. Padre di famiglia, oggi, decide di candidarsi nel Lazio, di tornare “nella sua città, nella sua terra”, come afferma in un recente video postato sulla sua pagina Facebook, per spiegare i motivi della sua candidatura: “a portare quell’esperienza per un buon governo.”
Sergio Pirozzi
Altro candidato, indipendente, del centrodestra è
Sergio Pirozzi: nato a San Benedetto del Tronto nel 1965, ha da sempre vissuto ad Amatrice di cui diviene sindaco nel 2009 e nel 2014. Sposato e con due figli Pirozzi è anche conosciuto per essere un ex calciatore – fu anche capitano del Rieti – e allenatore. Oggi sulla sua pagina Facebook annuncia “Cari amici, la nostra forza siamo soltanto noi e siamo tantissimi, facciamoci vedere!”. Per concludere con un forte: “TOCCA VINCE!” E chissà che questo imperativo non lo aiuti!
Stefano Rosati
Per il Fronte Sovranista vediamo scendere in campo
Stefano Rosati: sappiamo poco di lui e della sua lista Riconquistare l’Italia. In un suo post del 17 gennaio su Facebook, in occasione della raccolta delle firme, esordisce con una citazione dalla Divina Commedia per poi affermare: “abbiamo scelto di costruire un partito che duri nel tempo e per questo andiamo per le strade a cercarvi. È faticoso ma crediamo che un partito per essere veramente democratico debba essere popolare; ossia nascere dal popolo.” Dopo numerosi ringraziamenti, rivolti a tutti, anche a chi sfiduciato, antepone ad un “Sosteneteci” quello che sembra quasi un motto: “Per ‘Riconquistare l’Italia’ li riconquisteremo tutti.”
Mauro Antonini
Il candidato per CasaPound è
Mauro Antonini: è stato definito da Simone di Stefano come un “combattente”, impegnato sul territorio e sempre al fianco dei cittadini. Antonini conferma le sue idee attraverso un post su Facebook dove indica i punti principali del suo programma: Salvare gli ospedali periferici; trasporti più efficienti; mutuo sociale 2.0; reddito regionale di natalità; Regione Lazio a immigrati zero. Ancora in un post sulla sua pagina Facebook scrive: “Convinzione che stavolta possiamo davvero scrivere qualcosa di importante. Crediamoci!” E chissà se queste convinzioni si trasformeranno in realtà…
- COME SI VOTA
La legge elettorale in vigore nella regione Lazio è stata modificata nel gennaio 2017, diminuendo a 50 il numero dei consiglieri, inserendo la parità di genere e il divieto al terzo mandato.
Il voto si svolge in un unico turno con sistema a predominanza proporzionale: l’80% dei seggi assegnati con il proporzionale, il 20% con il maggioritario. Rispetto alle ultime regionali del 2013 scompare il listino del Presidente che portava all’elezione del 20% dei Consiglieri con il metodo maggioritario. Questi consiglieri vengono assegnati alle liste circoscrizionali che sostengono il presidente vincente. È ammesso il voto disgiunto tra il voto al candidato presidente e ad una lista di schieramento diferente. È ammessa la doppia preferenza di genere, vale a dire un uomo e una donna.
Ester Evangelisti
(fonte fotografica web: www.lafune.eu)