L’Italia dei Valori in seguito alla vicenda che ha portato al licenziamento di cinque persone dell’ufficio tecnico, pone delle domande e le rivolge anche al sindaco Fausto Bassetta. Ecco la nota stampa.
“Dopo il consiglio comunale di martedì è ormai ufficiale che il bilancio consolidato dell’ente non sia stato approvato e tantomeno redatto. La prima conseguenza di questo “mero errore tecnico”, così è stato definito dall’assessore competente, è stata il licenziamento di cinque dipendenti comunali, tra cui quattro professionisti dell’ufficio tecnico. Già il fatto che cinque padri di famiglia si siano trovati senza lavoro da un giorno all’altro per un “mero errore tecnico”, è di una gravità inaudita. Ma pur volendo essere estremamente cinici e tralasciare questo aspetto, ci sono delle ripercussioni che sarebbe bene approfondire. Cosa comporta per la vita di un normale cittadino avere un ufficio tecnico paralizzato perché sprovvisto di personale? Siamo andati a verificare di persona alcune situazioni venutesi a creare proprio in questi ultimi giorni. Abbiamo saputo per esempio, di un nostro anziano concittadino che si è visto impossibilitato a sanare un condono edilizio per regolarizzare un immobile da lasciare in eredità ai propri figli. Gli è stato risposto testuale “di ripassare il mese prossimo, sperando che l’amministrazione sistemi questa faccenda del bilancio”. La stessa risposta l’ha ricevuta un giovane imprenditore in procinto di aprire una nuova attività commerciale, perché non c’è nessuno che gli possa rilasciare l’autorizzazione ad istallare l’insegna del proprio negozio. “Ripassate tra una ventina di giorni e vediamo..” è la risposta che invece hanno ricevuto alcuni titolari di aziende agricole del territorio, che erano andati come fanno periodicamente a richiedere l’autorizzazione per acquistare il carburante agricolo necessario per i mezzi da lavoro. Ed in questo caso specifico, gli agricoltori non sono soltanto di Anagni, in quanto l’ufficio preposto è intercomunale. Per non parlare dei disagi e dei ritardi che stanno riscontrando i professionisti della città e i loro clienti. Oggi ad Anagni si rischia di non avere o di averlo con ritardo mostruoso, anche il permesso per abbattere un semplice tramezzo interno ad un abitazione o per installare un cancello. Adesso un paio di domande al sindaco Bassetta, anche se verremo accusati di demagogia e di voler far polemica, ci sembrano d’obbligo. È giusto signor Sindaco paralizzare una città bloccando di fatto un ufficio nevralgico come quello tecnico? È giusto che i cittadini, che pagano le tasse, si vedano privati di tutti i servizi che un ufficio tecnico dovrebbe normalmente erogare? Ma soprattutto, è giusto che dei padri di famiglia restino a casa per l’incompetenza di questa amministrazione comunale? Perché è bene ricordare che il dirigente sul quale adesso volete far ricadere tutte le colpe, lo avete scelto, tramite incarico fiduciario, Voi! Anzi lo ha scelto proprio quell’assessore al bilancio che ancora siede al suo fianco. Nonostante tutto!”. Anna Ammanniti
