Roma – Sequestrata discoteca abusiva nelle cave di Tor Cervara: 700 persone a rischio tra crolli e impianti fuori norma

Irene Mizzoni
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​Blitz della Polizia di Stato in un sito archeologico trasformato illegalmente in locale da ballo. Sotto accusa il fenomeno delle serate “itineranti” promosse sui social: assenti i requisiti di sicurezza, negata la stabilità del fronte tufaceo.

Luci stroboscopiche, musica a tutto volume e centinaia di giovani che ballano all’interno di antiche cave di tufo di epoca romana. Quella che doveva essere una serata di divertimento si è trasformata in un’operazione di polizia, culminata nel sequestro preventivo di un’area abusiva adibita a discoteca lungo i “laghetti di Tor Cervara”. ​Il blitz, condotto dagli agenti della Divisione Amministrativa della Questura di Roma, ha svelato un pericoloso spaccato del fenomeno delle serate “itineranti”: eventi organizzati attraverso campagne promozionali massicce sui social network e prevendite online, spesso in totale assenza di autorizzazioni e, soprattutto, di standard minimi di sicurezza. ​Il controllo: 700 persone in un luogo non idoneo ​Al momento dell’irruzione, gli agenti si sono trovati di fronte circa 700 persone, un numero destinato a crescere ulteriormente. Dai successivi riscontri è emerso che erano già stati staccati 765 biglietti in prevendita, ai quali si sarebbero sommati gli ingressi venduti direttamente sul posto. Una folla ingente, stipata in uno spazio del tutto inadatto ad ospitare trattenimenti danzanti. ​Un elenco infinito di criticità ​Il rigetto della richiesta di autorizzazione da parte della Commissione Comunale di Vigilanza non è stato casuale. Il sopralluogo tecnico aveva già evidenziato lacune gravissime: ​Stabilità dell’area: Manca una relazione aggiornata (al 2026) sulla stabilità del fronte tufaceo, esponendo gli avventori al rischio di crolli. ​Impianto elettrico: Non a norma e pericoloso. ​Sicurezza antincendio: Estintori privi di revisione e luci di emergenza non funzionanti. ​Vie di fuga: La scala designata come uscita di emergenza era totalmente priva di illuminazione e non presidiata, conducendo verso un’area esterna immersa nel buio. ​Logistica: Zone d’accesso e passaggi ostruiti da tavoli e sedute, rendendo complicato un eventuale deflusso in caso di panico. ​Il nodo della SCIA: il gioco delle responsabilità ​Gli organizzatori, tentano di giustificarsi esibendo una SCIA, che tuttavia è risultata del tutto inidonea. La legge è chiara: il regime semplificato non si applica ai locali destinati al ballo con elevata affluenza di pubblico. Il modello operativo, basato su organizzatori esterni che prendono in affitto temporaneo aree non idonee per gestire autonomamente l’evento — sottraendosi agli oneri di gestione e di controllo propri dei titolari di locali stabili — è ormai nel mirino della Questura. ​Il provvedimento di sequestro, già convalidato dall’Autorità giudiziaria, pone un freno a una pratica che mette a rischio, per mero profitto, l’incolumità di centinaia di ragazzi. Le indagini della Polizia di Stato proseguono per fare luce sulla rete di organizzatori che alimenta questo pericoloso circuito “itinerante” nella Capitale.
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