Un richiamo potente all’autenticità della fede e alla responsabilità quotidiana del credente. Nel pomeriggio di sabato 30 maggio, vigilia della festa della Santissima Trinità, l’arcivescovo Santo Marcianò è salito al santuario di Vallepietra per presiedere la solenne celebrazione eucaristica all’aperto, un appuntamento che, come ogni anno, ha visto confluire migliaia di fedeli e numerose compagnie provenienti da tutto il territorio.
Accogliendo la folla nel nome del Dio “uno e trino” e rivolgendo un sentito ringraziamento ai padri salesiani, ai diaconi, ai religiosi e ai volontari che rendono possibile la vita del santuario, l’arcivescovo ha voluto guardare oltre la semplice partecipazione numerica. «Quando si dice Vallepietra, si pensa alle migliaia di persone, a tanti giovani che accorrono», ha osservato Marcianò. «In un tempo in cui la frequenza alla vita sacramentale sembra in calo, questo fenomeno ci interroga. Non basta dire che è la tradizione: le tradizioni che non poggiano su un motivo profondo si spengono. Se siamo qui, è perché c’è un primato della fede che scaturisce dal bisogno di Dio che ogni uomo porta dentro». Nell’omelia, il presule ha invitato i pellegrini a una riflessione esistenziale. «L’uomo non è solo colui che costruisce, ma colui che si interroga sul senso dell’esistenza. Spesso corriamo dietro a beni e potere, rischiando di allontanarci dalla casa del Padre. Ma qui a Vallepietra troviamo un unicum: la Trinità». Richiamando la teologia di Sant’Agostino, Marcianò ha descritto la Trinità come un’incessante “circolazione di amore” tra Padre, Figlio e Spirito Santo. Un amore che deve tradursi in gesti concreti: comunione, fraternità e famiglia. Citando San Paolo, l’arcivescovo ha esortato i presenti a puntare alla “perfezione”, non intesa come apparenza esteriore, ma come crescita costante nella fede, nella speranza e nella carità. Il cuore del messaggio è giunto al termine della celebrazione. Monsignor Marcianò ha esortato i pellegrini a non limitare la propria esperienza religiosa all’evento del cammino: «Il pellegrinaggio non si esaurisce qui. Chi viene a Vallepietra deve tornare a casa con il desiderio di quella perfezione che riguarda l’anima e il corpo». «Portate Dio nelle vostre famiglie, pregate insieme, insegnate ai vostri figli a farlo», ha concluso il vescovo, prima di affidare i fedeli alla protezione di Maria. «Il vero pellegrinaggio inizia adesso, nel ritorno alla quotidianità: è il pellegrinaggio della vita».
