Prese di mira per la terza volta in un mese le mura del circolo intitolato a Luigi Di Rosa. Sulla facciata scritte d’odio e simboli nazisti. Ferma condanna da parte del direttivo democratico.
Un nuovo, grave atto intimidatorio ha colpito la comunità politica di San Giorgio a Liri. Per la terza volta nel giro di appena un mese, la sede locale del Partito Democratico è finita nel mirino dei vandali. Sulle pareti esterne della sezione sono apparsi simboli nazisti e scritte cariche d’odio, scatenando un’ondata di sdegno tra i residenti e le forze politiche. A rendere ancora più pesante il clima è l’alto valore simbolico del luogo colpito. La sede del Partito Democratico locale è infatti intitolata a Luigi Di Rosa, il giovane barbaramente ucciso nel 1976 a Sezze da un gruppo di fascisti. Un luogo che, per la comunità, rappresenta non solo un punto di riferimento politico, ma un vero e proprio presidio di memoria, antifascismo e impegno democratico. «Non siamo davanti a semplici atti vandalici. L’utilizzo di simboli nazisti e messaggi d’odio è un gesto politico preciso, che punta a intimidire e ad alimentare un clima di tensione e paura», si legge nella dura nota ufficiale diramata dal Circolo PD di San Giorgio a Liri. «Colpire una sede democratica significa colpire i valori di libertà, partecipazione e convivenza civile su cui si fonda la nostra Repubblica». Il Direttivo e il Segretario cittadino, Francescantonio Della Rosa, hanno espresso una condanna totale, esortando tutte le forze politiche e le istituzioni del territorio a prendere apertamente e nettamente le distanze dall’accaduto. La richiesta è quella di una condanna unanime, senza zone d’ombra o sottovalutazioni: No ai silenzi: Di fronte a episodi di tale gravità, il partito sottolinea come il silenzio equivalga a una pericolosa complicità morale. Difesa dei valori costituzionali: La risposta democratica deve essere ferma nel respingere ogni richiamo all’odio e alle ideologie fasciste. Nonostante la reiterazione degli attacchi nell’ultimo mese, i toni della sezione locale restano fermi e per nulla intenzionati a cedere al timore. Il comunicato si chiude infatti con un messaggio diretto e perentorio rivolto proprio agli autori del gesto: «Non saranno minacce e scritte d’odio a fermare il nostro impegno. Continueremo a difendere e tutelare i valori della democrazia, della libertà e dell’antifascismo, nel rispetto della nostra Costituzione e della storia democratica del Paese». Le forze dell’ordine sono già al lavoro per fare luce sull’episodio e identificare i responsabili di quello che si configura come un vero e proprio attacco ai principi democratici della comunità.
