Un anno ed otto mesi di reclusione. Questa la sentenza di condanna pronunciata dal giudice del tribunale di Frosinone nei confronti di un operaio di 36 anni residente a Monte San Giovanni Campano, accusato di maltrattamenti nei confronti della moglie.
Secondo gli elementi raccolti dalla procura per lungo tempo l’uomo l’aveva vessata impedendole di vedere i familiari ed etichettandola come una donna di facili costumi. Per non parlare delle volte in cui l’aveva aggredita fisicamente. Siccome non dava alcun sostentamento alla famiglia la donna era stata costretta ad allontanarsi dalla sua abitazione insieme ai suoi figli. Ad ospitarla erano stati proprio i genitori. Questi ultimi nonostante le difficoltà economiche hanno cercato di non far mancare nulla soprattutto ai nipoti ancora molto piccoli. Ma la vicenda con il passare del tempo si è fatta accora più complicata. Il padre della donna infatti ha voluto fare giustizia sommaria ed affrontando il genero lo aveva colpito al volto procurandogli lesioni al setto nasale. Secondo le accuse a dare manforte al genitore anche la figlia, cognata dell’imputato e sorella della vittima. L’uomo è stato accusato di essersi recato nell’abitazione della ex cognata e di averla minacciata insieme alla figlia con una spranga di ferro. Al termine del processo però la donna, difesa dall’avvocato Antonio Mastrangeli è risultata estranea ai fatti contestati. Secondo il legale difensore non c’era alcun elemento riconducibile a delle responsabilità nei confronti della sua assistita. Per tale motivo è stata assolta. Per quanto riguarda invece il genitore è stato condannato ad un mese di reclusione oltre a tutte le spese processuali. Mar. Ming.
