​Anagni – Incubo stalker: 45enne incastrato dal braccialetto elettronico dopo l’ultima aggressione

Irene Mizzoni
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Non accettava la fine della relazione e per mesi ha trasformato la vita della sua ex compagna in un inferno di minacce, appostamenti e violenze.

La scia di terrore si è interrotta nei giorni scorsi grazie all’intervento dei Carabinieri della Stazione di Anagni, che hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Frosinone. ​Per l’uomo, un imprenditore di 45 anni già noto alle forze dell’ordine, è scattato il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima e dai suoi familiari. A garanzia dell’incolumità della donna, i militari hanno applicato all’indagato il braccialetto elettronico, il dispositivo di controllo a distanza che segnalerà immediatamente ogni eventuale violazione del perimetro di sicurezza. ​Le indagini dell’Arma hanno delineato un quadro inquietante iniziato a marzo. Nonostante fosse già stato destinatario di un Ammonimento del Questore di Frosinone, il 45enne ha continuato a perseguitare la donna con: ​Messaggi ossessivi: Contenuti molesti, offensivi e minatori inviati a ripetizione. ​Appostamenti: Presenza costante e improvvisa presso l’abitazione e i luoghi abitualmente frequentati dalla ex. ​Aggressioni fisiche: L’episodio culminante è avvenuto recentemente, quando l’uomo, dopo l’ennesimo rifiuto, ha aggredito fisicamente la donna tirandole i capelli in strada. ​A porre fine all’ultima aggressione è stata la segnalazione di un passante, che ha allertato il Numero Unico di Emergenza. Una pattuglia dei Carabinieri, già impegnata nel controllo del territorio, è intervenuta tempestivamente sul posto, riuscendo a bloccare l’uomo prima che la situazione degenerasse ulteriormente. ​Grazie alla puntuale documentazione raccolta dai Carabinieri, che hanno ricostruito mesi di vessazioni, l’Autorità Giudiziaria ha potuto emettere il provvedimento in tempi rapidissimi. L’attivazione del braccialetto elettronico rappresenta un passo fondamentale per restituire serenità alla vittima, permettendo un monitoraggio costante dei movimenti dell’indagato.
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