FOCUS – Truffa dei pedaggi su whatsapp: l’allerta corre in chat

Irene Mizzoni
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​Finto mancato pagamento e link malevoli: ecco come Autostrade per l’Italia e la Polizia Postale mettono in guardia gli utenti.

Non si ferma l’ondata di tentativi di phishing che sfrutta il nome di grandi aziende di servizi per svuotare i conti correnti dei cittadini. L’ultima frontiera del raggiro corre su WhatsApp: un messaggio, apparentemente inviato da Autostrade per l’Italia, segnala un presunto mancato pagamento di un pedaggio autostradale, sollecitandone il saldo immediato tramite un link. ​Si tratta, però, di una truffa in piena regola. ​Il meccanismo è collaudato ma efficace nella sua semplicità. L’utente riceve una notifica da un numero spesso con prefisso straniero. Il testo utilizza toni perentori e urgenti, avvisando di sanzioni imminenti se non si regolarizza la posizione entro poche ore. ​Cliccando sul link contenuto nel messaggio, si viene indirizzati su un sito web che clona perfettamente l’estetica dei canali ufficiali. Qui viene richiesto di inserire: ​Dati anagrafici; ​Codice fiscale; ​Estremi della carta di credito o della prepagata. ​Una volta inseriti, i dati finiscono direttamente nelle mani dei cyber-criminali. ​Come difendersi: il vademecum ​La Polizia Postale e Autostrade per l’Italia ricordano che nessuna società concessionaria richiede pagamenti o dati sensibili attraverso messaggi WhatsApp o SMS (smishing). ​I segnali a cui prestare attenzione: ​Il mittente: Le comunicazioni ufficiali non arrivano mai da numeri mobili privati o esteri. ​L’urgenza: Se il messaggio ti mette ansia e ti spinge a “cliccare subito”, è quasi certamente un falso. ​Il link: Controlla sempre l’URL. Spesso sono indirizzi simili a quelli reali ma con lettere scambiate o estensioni insolite. ​Cosa fare se ricevi il messaggio ​Non cliccare: Ignora il link e non scaricare eventuali allegati. ​Blocca e segnala: Blocca il numero del mittente e segnala il tentativo di truffa sul portale della Polizia Postale (www.commissariatodips.it). ​Verifica sempre: Se hai il dubbio di un reale mancato pagamento, usa solo l’app ufficiale o il sito ufficiale del gestore autostradale. ​”Ho già cliccato e inserito i dati: cosa rischio?” ​Se sei caduto nella trappola, il fattore tempo è fondamentale. La prima cosa da fare è contattare immediatamente il servizio clienti della tua banca per bloccare la carta di credito coinvolta. È consigliabile, inoltre, monitorare i movimenti della lista spesa e procedere con una denuncia formale alle autorità, cambiando le password di accesso ai servizi di home banking e della propria email. ​La prevenzione resta l’arma migliore: condividere queste informazioni con amici e familiari, specialmente i più anziani, può evitare spiacevoli perdite finanziarie.
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