Canneto – Domani l’omaggio alla Vergine Bruna: il Lazio e l’Abruzzo si ritrovano al Santuario

Irene Mizzoni
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​Domani, 1° maggio, la solenne celebrazione presieduta dal Vescovo Antonazzo apre ufficialmente il mese mariano. Già confermate oltre trenta compagnie di pellegrini.

Il cuore pulsante della fede diocesana torna a battere tra le vette del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Domani, mercoledì 1° maggio, la Basilica-Santuario regionale di Canneto darà il via ufficiale al mese dedicato alla Vergine con una solenne celebrazione alle ore 11:00, presieduta da S.E. Mons. Gerardo Antonazzo. ​Quello di domani non è solo un appuntamento liturgico, ma un rito collettivo che affonda le radici nella storia del territorio. Sono attesi centinaia di fedeli e pellegrini che, come da tradizione, raggiungeranno la Valle di Canneto per rendere omaggio alla Vergine Bruna. L’evento segna l’inizio di un periodo di intensa spiritualità: per tutto il mese di maggio, il Santuario diventerà il fulcro della preghiera mariana. ​”Il pellegrinaggio è un esercizio di libertà interiore e responsabilità comunitaria,” spiegano dalla diocesi, sottolineando come l’ascesa al santuario rappresenti metaforicamente il cammino del popolo verso Dio. ​L’organizzazione, curata dal rettore don Antonio Molle, vede già una partecipazione massiccia. Sono infatti oltre trenta le compagnie che hanno confermato la propria presenza e che si alterneranno nell’animazione della recita quotidiana del Rosario. Un segnale chiaro di come la devozione per la “Madre di Canneto” resti un punto di riferimento saldo per le parrocchie della diocesi e per le comunità dei territori limitrofi. ​La giornata di domani si conferma dunque un momento di forte unità ecclesiale. Oltre alla funzione solenne delle 11:00, il santuario resterà aperto per accogliere i vari gruppi che, zaino in spalla e stendardi al vento, rinnoveranno un legame indissolubile con la loro Patrona. ​In un’epoca di frammentazione, il richiamo della Vergine Bruna riesce ancora a radunare una Chiesa che si riscopre “popolo in cammino”, trasformando una valle silenziosa in un coro unanime di preghiera e speranza.
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