Un’escalation di insulti, minacce e violenze consumate tra le mura domestiche, fino all’episodio più grave: un tentativo di strangolamento ai danni della compagna, allora in stato di gravidanza. È questa l’accusa che ha portato alla citazione diretta a giudizio di un 27enne di Ferentino, che dovrà comparire davanti al Tribunale di Frosinone il prossimo 13 ottobre.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna avrebbe vissuto per mesi in un clima di paura e sopraffazione. Alla base delle condotte contestate ci sarebbe una gelosia ossessiva che avrebbe spinto il giovane a controlli, insulti e continui atteggiamenti denigratori. Non solo parole: in più occasioni, l’uomo avrebbe intimato alla compagna di lasciare l’abitazione, arrivando a trasformare la convivenza in un incubo quotidiano. L’episodio più grave si sarebbe verificato durante una lite per futili motivi. In quell’occasione, il 27enne avrebbe afferrato la donna al collo, stringendo fino a provocarle contusioni e un forte stato di ansia e paura per la propria incolumità. Dopo l’aggressione, la vittima si è recata al pronto soccorso dell’ospedale “Santissima Trinità” di Sora, dove i medici le hanno riscontrato lesioni giudicate guaribili in cinque giorni. Per questi fatti, il giovane è ora imputato per lesioni personali aggravate, con l’ulteriore peso delle circostanze contestate: l’aver agito per motivi futili e, soprattutto, ai danni della convivente in stato di gravidanza. Nei giorni scorsi è stato notificato l’avviso di citazione diretta a giudizio. La vicenda approderà così in aula tra sei mesi, davanti al giudice del Tribunale di Frosinone, chiamato a fare luce su una storia che riporta al centro il tema della violenza domestica e della tutela delle vittime più vulnerabili. L’imputato è assistito dall’avvocato Antonio Ceccani. Mar. Ming.
